Gli italiani scrivono più di quanto leggano, dice il luogo comune. Ma al di là delle frasi fatte, ci sono davvero moltissime persone, soprattutto giovani, che vedono nella parola scritta una possibilità espressiva molto forte, quando non uno sbocco professionale da riempire di contenuti e speranza. Lo dimostra la proliferazione delle scuole e dei corsi di scrittura, venuti tutti dopo l’avventura pioniera (e ricca di hype) della celeberrima Holden, che ora equipara i suoi studi a un percorso universitario. Ma, casi eclatanti e molto sponsorizzati a parte, nella moltiplicazione di offerte didattiche sulla scrittura c’è da perdersi: fra proposte one-shot e vuoti diplomifici ingannevoli, il problema di molti aspiranti esordienti è spesso trovare un’offerta che sia davvero valida.

Qui ci si sente di suggerirne una, per una serie di ragioni. Innanzitutto perché è nuova e viene da Fondazione Milano, l’ente di alta formazione delle scuole civiche di Milano, che deve molto del suo prestigio alla propria natura pubblica e all’ottima qualità della sua offerta didattica in tutti i campi delle arti. Inoltre in questo corso che s’intitola Dentro la Scrittura sono coinvolti nomi di assoluta rilevanza e affidabilità nelle varie professioni dell’editoria italiana (disclaimer necessario: molti sono amici o conoscenti cari). A organizzarlo è la scrittrice e traduttrice Franca Cavagnoli, che ha messo insieme undici incontri che hanno l’obiettivo di far entrare i partecipanti nella pagina scritta, decostruirla per poi ricostruirla con la guida di altrettanti mentori. Il motto dell’iniziativa è infatti mutuato da Calvino: “Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto“.

Molti gli aspetti che verranno trattati, dai tanto temuti ed essenziali incipit alla relazione fra personaggi, stanze e paesaggi, dalla struttura di romanzi e racconti agli strumenti di lavoro come i dizionari, passando poi per lo scrivere “sottovoce” o per l’uso dei dialetti. La scrittura analizzata insomma da vari punti di vista, occupandosi non solo di aspetti estetici e formali, ma anche di lavoro editoriale vero e proprio, di stesura, correzione, revisione e così via. Ma soprattutto questo è un percorso rivolto non solo a chi vuole scrivere tout court, ma anche a chi vuole leggere meglio, più a fondo, andando oltre la superficie della pagina per immergersi in un universo fatto di sfumature, tecniche e stili.

Per scrivere quel libro essenziale, l’unico libro vero, un grande scrittore non ha, nel senso comune della parola, da inventarlo, in quanto esiste già in ciascuno di noi, ma da tradurlo (Marcel Proust)

A tenere le lezioni saranno scrittori, ma anche editor, traduttori ed editori, come Andrea Bajani, Sandro Campani, Mario Desiati, Edgardo Franzosini, Nicola Gardini, Marco Peano, Marco Rossari, Vanni Santoni, Alessio Torino, Giorgio Vasta, Mirko Zilahy. E al termine del percorso formativo anche un importante incontro con Mario Marchetti, presidente del Premio Italo Calvino, ovvero una delle istituzioni che negli ultimi anni ha saputo scovare con intelligenza e lungimiranza alcuni dei nuovi nomi della letteratura italiana di oggi.

Le lezioni inizieranno il 6 marzo e si terranno il mercoledì alle 18.00 presso la Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli di Milano. La quota è di 175 euro, per maggiori informazioni ed iscrizioni (entro il 27 febbraio) questo è il link.

Posted by Paolo Armelli