Da quando ci ho messo piede la prima volta nel 2006 a Parigi ci sono tornato praticamente ogni anno e, banale a dirsi, ci ho lasciato il cuore. Ma appunto perché è una città che amo davvero molto, ogni volta cerco di trovare un modo diverso per affrontarla: uscire un po’ dalle rotte turistiche più battute, andare a scoprire angoli più nascosti, ma anche non perdermi gli appuntamenti in città più interessanti. Questa volta, soprattutto, ho voluto provare un diverso modo di arrivarci. E ne è valsa la pena. Ecco 5 fra le cose divertenti che ho fatto durante il mio ultimo viaggio a Parigi lo scorso weekend.

1. Arrivare a Parigi in treno

Nella capitale francese, appunto, ci sono andato diverse volte ma sempre in aereo. Eppure sognavo da tanto di poterci arrivare in treno. Mi sembrava una cosa romantica, da viaggiatore dell’Ottocento che si gode non solo la meta, ma anche il viaggio stesso. Così sono andato su Voyages-sncf.com e ho prenotato andata e ritorno sul Tgv. Bisogna ammettere che così il viaggio diventa veramente lungo, anche se in generale più conveniente: 7 ore abbondanti per andare da Milano Porta Garibaldi alla Gare de Lyon sono tante, ma sapendosi organizzare passano anche quelle. E poi c’è molto da vedere fuori dal finestrino: lasciate alle spalle Torino, Oulx e Bardonecchia, c’è tutto il pittoresco paesaggio delle Alpi francesi da Modane a Chambery, e poi su fino a Lione, passando per le regioni di Rhône-Alpes e Borgogna, con i cieli e le campagne di Francia che cambiano colore continuamente fino a Parigi. Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

2. Aprire l’armadio di Dalida

Fino al 13 agosto 2017, al Palais Galliera, il museo della moda della città di Parigi, è in corso la mostra Dalida, une guarde-robe de la ville à la scène, un percorso che permette di osservare di vicino moltissimi abiti della cantante italo-egiziana, scomparsa proprio trent’anni fa. Dalla vittoria di Miss Egitto ai più grandi successi in tutto il mondo, Dalida ha affascinato il pubblico grazie agli abiti di scena sorprendenti così come all’eleganza del suo vestire quotidiano. Un bel percorso fra moda, parole e musica, che evidenzia una predilezione per alcuni designer in particolare: Balmain, Azzaro, Nina Ricci, Saint Laurent. Un modo per esaltare l’importanza dei costumi nella sua carriera musicale senza dimenticare un filo costante d’ironia.

3. Scoprire l’attualità dell’arte africana

L’Africa è un continente che per noi occidentali continua essere piuttosto misterioso: lo conosciamo a grandi linee solo per le vaghe, tragiche notizie dei telegiornali o per stereotipi culturali più o meno attempati. Ad aprire un po’ le prospettive può aiutare la mostra in corso alla Fondation Louis Vuitton fino al 4 settembre, Art/Afrique, le nouvel atelier. Tutti gli spazi dell’edificio ideato da Frank Gehry sono dedicati all’arte contemporanea dei paesi africani, con un occhio di riguardo per la scena sudafricana: fra gli artisti esposti Seni Awa Camara, Romuald Hazoumè, Bodys Isek Kingelez, Moke, Rigobert Nimi, Jane Alexander, David Goldblatt, William Kentridge, Kudzanai Chiurai e Bogosi Sekhukuni. Terminata la visita fare un giro al Jardin d’Acclimatation lì vicino, sempre nel Bois de Boulogne, dove ci sono attrazioni, giostre e tanti animali (l’ingresso è compreso nel prezzo della Fondation).

4. Visitare la nuova cattedrale russa

Inaugurata nell’ottobre 2016, la Cathédrale de la Sainte-Trinité de Paris è stata progettata da Jean-Michel Wilmotte per essere il nuovo punto di riferimento degli ortodossi russi nella capitale francese. La sua costruzione ha avuto una storia un po’ travagliata ma oggi si può ammirare questo edificio così peculiare che, con le sue cupole tipicamente russe in foglia d’oro pallido, crea un vivace contrasto con la Tour Eiffel sullo sfondo. Terminata la visita qui, lì vicino c’è un altro capolavoro di architettura contemporanea, il Musée du Quai de Branly di Jean Nouvel, una specie di edificio giardino che ospita il museo delle arti primitive e dove è in corso una mostra su Picasso.

La Nouvelle Cathédrale Russe de Paris par Jean-Michel Wilmotte. #Paris #Parigi #architecture

A post shared by Paolo Armelli (@paolo_arm) on

5. Fotografare il campo da basket più hipster del mondo

A pochissimi passi da Place Pigalle, al 22 di rue Duperré si può ammirare, incastonato e quasi nascosto fra due altissimi edifici per appartamenti, un campo da basket davvero originale: realizzato grazie alla collaborazione fra il marchio di moda francese Pigalle e il brand Nike con l’intervento dei creativi di ill-studio, un classico campo da basket è stato ridipinto con colori gradienti che vanno dal giallo al viola, ricordando in qualche modo il logo di Instagram. E il luogo sembra fatto apposta per finire sulle fotografie più virali della rete, anche se nel pomeriggio ci troverete sicuramente gruppetti di ragazzi di ogni età che ci giocano.

Posted by Paolo Armelli