Dal 15 al 19 giugno 2017 torna al Teatro Strehler il Festival Mix Milano, la 31sima edizione della rassegna dedicata a cinema e cultura Lgbtq. Quattro giorni di film, cortometraggi e musica sotto l’egida dello slogan “More & More Love”. A sottolineare l’idea di condivisione della cultura queer, quest’anno l’ingresso a tutte le proiezioni sarà gratuito per tutti coloro che si tesserano all’Associazione Culturale Mix Milano, con una donazione minima di 10€ direttamente su questo sito. Nel ricco cartellone Lorenzo Peroni ha scelto per Liberlist 5 titoli assolutamente da non perdere (il programma completo si legge qui).

Souvenir, Bavo Defurne (Giovedì 15, ore 20.00)

Secondo lungometraggio per il regista belga Bavo Defurne, che aveva debuttato sul grande schermo nel 2011 con North Sea Texas, protagonista della pellicola Isabelle Huppert, che compare sulla locandina del film immortalata da Pierre et Gilles (inconfondibile il loro stile trasognato “Saint & Whore”). A tenerle testa Kévin Azaïs, già visto in La belle saison (presentato lo scorso anno proprio al Mix) e nel bellissimo Ni le ciel ni la terre (passato al Torino Film Festival nel 2015). In Souvenir Isabelle Huppert è un’impiegata con un segreto nel suo passato: ha partecipato allo Eurovision Song Contest.

Da vedere per: Isabelle Huppert, ovviamente!

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Center of My World, Jakob M. Erwa (Venerdì 16, ore 20.30)

Con Louis Hofmann, già comparso in Land of mine (film nominato all’Oscar come miglior film straniero 2017) e Lettere da Berlino, un coming of age tra piscine, passioni adolescenziali e segreti di famiglia. Tratto dall’omonimo racconti di Andreas Steinhöfel (edito in Italia da Beisler editore con la serie per ragazzi Rico e Oscar), il film ha provocato polemiche in Russia dove la storia d’amore tra adolescenti gay ha fatto storcere il naso alla critica di regime.

Da vedere per: rivivere un’adolescenza di limoni sotto il sole estivo

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Tom of Finland, Dome Karukoski (Sabato 17, ore 22.30)

In produzione dal 2015, anticipato da un teaser che sembrava il commercial un po’ sporcaccione per una banca, ha finalmente visto la luce il biopic su Tom of Finland, al secolo Touko Laaksonen. A dar volto e corpo al celebre illustratore che ha immortalato un intero immaginario dell’erotismo gay troviamo l’attore finlandese Pekka Strang. Quella raccontata in Tom of Finland è una storia di coraggio, amore e libertà in un periodo storico in cui essere omosessuali significava vivere in gran segreto nell’oscurità della notte (un mondo che, purtroppo, non appare poi così lontano).

Da vedere per: rivivere la genesi di un immaginario erotico seminale

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1:54, Yan England (Domenica 18, ore 16.30)

1:54 è il primo lungometraggio dell’attore canadese Yan England, visto come attore in Stonewall e House of Versace. Protagonista del film è Antoine-Olivier Pilon, che in tanti hanno avuto modo di amare grazie a Mommy di Xavier Dolan. Nella pellicola anche Sophie Nélisse, nota ai più come protagonista di Storia di una ladra di libri. Uno sguardo contemporaneo e intelligente su temi come il coming out e il bullismo, l’incubo del dover sopravvivere al liceo e ai propri sentimenti.

Da vedere per: il mistero viene a galla tra un primo piano e l’altro di protagonisti furbini

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Hearstone, Guðmundur Arnar Guðmundsson (Domenica 18, ore 20.00)

Dall’Islanda con turbamento. Il giovane regista Guðmundur Arnar Guðmundsson (classe 1982: ancora giovane, no?) debutta sul grande schermo con una storia che vede protagonisti due adolescenti alle prese con un’estate turbolenta in uno sperduto villaggio di pescatori. Presentato nel 2016 alla Mostra del cinema di Venezia, Heartstone racconta di un’Islanda come “un luogo pieno di contrasti, dove il sole splende più a lungo possibile durante l’estate e il meno possibile in inverno, [in cui] la natura e la gente possano essere incredibilmente belle e incredibilmente crudeli allo stesso tempo”. Proprio questo vuole fare Gudmundsson, “ritrarre i giovani in modo veritiero, chiaro, bello e talvolta aspro“.

Da vedere per: l’atmosfera magica ma crudele che regala la natura islandese

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Lorenzo Peroni

Posted by Lorenzo Peroni