Nelle scorse ore il documentario di Rai3 Lontano dagli occhi, realizzato da Domenico Iannacone e Luca Cambi, è stato premiato ai Realscreen Awards 2017  di Santa Monica in California, vincendo nella categoria Non-Fiction Social Issues/ Current Affairs, a distanza di una settimana da un altro significativo riconoscimento, la vittoria al Civis Media Prize di Berlino.

Il reportage, che si può rivedere integralmente sui RaiPlay, era andato in onda lo scorso 3 ottobre, prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione e coglieva proprio la sciagurata ricorrenza del naufragio del 3 ottobre 2015 (in cui al largo di Lampedusa annegarono 366 persone) per tornare a toccare le corde dell’umanità sul tema dei migranti. Si tratta di un viaggio intimo che porta al cuore di un’odissea che non sembra avere fine, in cui le vite di tanti disperati si mescolano a quelle di italiani che non vogliono chiudere gli occhi di fronte a una tragedia quotidiana. Nel film anche la voce dello scrittore siciliano Andrea Camilleri.

All’indomani del premio, abbiamo fatto qualche domanda a Iannacone, già giornalista di Presa Diretta e ora al timone dell’apprezzato I Dieci Comandamenti, sempre su Rai3, all’interno del quale Lontano dagli occhi ha avuto origine.

Che cosa significa questo premio per un progetto come il vostro?

Assume un significato particolare perché apre alla riflessione collettiva. Non si può tacere, non si può più aspettare che il Mediterraneo diventi un cimitero. Andrea Camilleri cita nel documentario un verso terribile di Eschilo: “…il mare era fiorito di cadaveri“. L’Europa non può permettere questo.

Questo è un riconoscimento internazionale, come si concilia col fatto che spesso sembra che il problema dei migranti sia lasciato solo in mano all’Italia?

Per anni il nostro Paese ha vissuto una fase di grande isolamento politico sul tema dei migranti. La tragedia del 3 ottobre 2013 a largo di Lampedusa impose all’Europa intera di assumersi la responsabilità politica comune di accogliere i migranti. Purtroppo molte altre tragedie si sono consumate in questi anni nel Mediterraneo senza che gli impegni presi da tutti i paesi fossero rispettati. L’Europa sta disattendendo la Carta dei valori costituzionali che hanno portato alla sua creazione.

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In questi anni stiamo vedendo anche molti reportage e documentari su questa emergenza (Fuocoammare di Rosi, trasmesso anch’esso da Rai3, è stato nominato agli Oscar): quanto rischio c’è di assuefarsi a queste immagini e a questo dolore?

In Lontano dagli occhi volevo che la tragedia passasse con altri meccanismi simbolici. Non ho intervistato migranti, ho cercato di far sedimentare il dolore attraverso le testimonianze di chi ha assistito alla morte di tanti. Mi interessava dare dignità agli oggetti recuperati sui loro corpi. Volevo che quei piccoli resti diventassero un fardello morale per chi non vuole vedere e non vuole aiutare.

Insistere a parlare di questi argomenti sortirà dunque dei risultati prima o poi?

Su questo tema si gioca il destino dell’Europa. L’accoglienza, l’integrazione non sono solo azioni umanitarie dovute ma rappresentano l’unico vero antidoto al terrorismo.

La Rai ha vinto questo premio in competizione con grandi tv internazionali come Bbc e Canal+: è dunque un buon segnale per la nostra tv di Stato?

La Rai ha la vocazione culturale e la capacità tecnica di confrontarsi con le grandi tv europee. Non siamo secondi a nessuno. La nostra sensibilità e professionalità ci vengono riconosciuti unanimemente.

Posted by Paolo Armelli