Luca Ricci, già autore fra le altre cose di una formidabile raccolta di racconti sulle relazioni coniugali (L’amore e altre forme d’odio, Einaudi) e un romanzo meta-editoriale sul filo dell’assurdo (Come scrivere un bestseller in 57 giorni, Laterza) sembra aver condensato nella sua ultima opera l’acume con cui aveva trattato questi temi in precedenza. I difetti fondamentali, appena pubblicato da Rizzoli, è una serie di 14 racconti che parlano di scrittori e, in fondo, anche d’amore. 14 figure di scrittori in atto o in potenza, che possono essere studenti di Lettere vagamente frustrati così come adulti che non riescono a trovare soddisfazione egotica in un mondo editoriale sempre più parossistico.

Con stile preciso e sempre nuovo, ogni racconto è una storia a sé, una sfaccettatura di un universo d’amore per la parola, di frustrazione e di ispirazione, un’indagine nelle idiosincrasie culturali e sentimentali, un profilo in quel magma umano che è il carattere autoriale. Non è un caso che il racconto conclusivo, “Il folle”, un tributo alla generosità incondizionata che trasmette la letteratura, contenga una molto efficace citazione di Karl Kraus: “Ci sono due tipi di scrittori. Quelli che lo sono e quelli che non lo sono”. E dato che tutti lo siamo, in fondo, scoprite anche voi a quale profilo corrispondente grazie a questo quiz (semiserio): ognuno rimanda a uno dei racconti di Ricci.

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1. Dove ti piacerebbe di più scrivere?

A. Al tavolino di un bar

B. Su una terrazza assolata

C. Nella biblioteca dell’università

D. In una stanza tutta per sé

2. Su quale tema incentrerai il tuo prossimo libro?

A. Il sesso

B. Il successo

C. Le ingiustizie sociali

D. Il rapporto fantasia-realtà

3. Cosa non faresti mai?

A. Imbucarti a una festa

B. Fingerti un’altra persona

C. Rubare una bicicletta

D. Tradire la persona amata

4. Quali di questi personaggi intervisteresti più volentieri?

A. John Lennon

B. Dacia Maraini

C. Federico Fellini

D. Jorge Luis Borges

5. Cosa ricordi con più affetto degli anni dell’Università?

A. Le occupazioni

B. I sogni letterari

C. Appunti e fotocopie da studiare

D. I primi amori

6. Quale fra queste citazioni preferisci?

A. “Detesto questi uomini più di tutti gli altri italiani” (Mary Shelley)

B. “La letteratura è il racconto infantile della realtà fatto da un adulto” (Anonimo)

C. “Le epoche più buie sono quelle che non sono state sbugiardate da nessuno” (Ennio Flaiano)

D. “Noi scrittori lavoriamo nelle tenebre e come ciechi soppesiamo l’oscurità” (José Saramago)

 

Maggioranza di risposte A Il rothiano (p. 7) – Il mondo è un morboso groviglio di pulsioni da frenare e fortune da assecondare. Una menzogna che viene via solo se la si racconta ad ogni costo.

Maggioranza di risposte B Lo stregato (p. 160) – L’ambiente editoriale può essere un vortice di frivolezza e assurdità, ma tu rispondi rifugiandoti nella fantasia e negli esempi del passato.

Maggioranza di risposte C Il manierista (p. 220) – Diventare scrittori è traumatico. A volte ti viene da inseguire in tutto e per tutto dei modelli, anche se la dura realtà si riaffaccia con veemenza.

Maggioranza di risposte D Il solitario (p. 238) – Scrivere, lo sai bene, è un’attività che tende all’isolamento. Ma anche aggrapparsi a pochi, essenziali affetti può essere la giusta soluzione.

Posted by Paolo Armelli