Dal 30 giugno al 3 luglio torna il Festival MIX Milano di Cinema Gaylesbico e di Queer Culture, quest’anno solcando l’importante traguardo della trentesima edizione. Il cartellone di film è come sempre molto ricco e variegato, cercando di offrire una rappresentazione quanto più possibile estesa, inclusiva e sfaccettata del grande mondo LGBT. Una missione importante, questa, che è possibile sostenere anche grazie alla sottoscrizione online degli abbonamenti a prezzi speciali (altre info qui). L’appuntamento, come sempre, è al Piccolo Teatro Strelher di Milano per corti, lungometraggi, incontri e dj set. Qui trovate una selezione dei titoli più rappresentativi.

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Tangerine (Sean Baker, 2015) | domenica 3 luglio 22.30 Girato interamente con tre iPhone 5S da Baker e dal suo direttore della fotografia, Radium Cheung. Tangerine, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2015, è l’aggiornamento 2.0 della fortunata formula del melodramma anni ’40: un triangolo amoroso e una donna tradita in cerca di giustizia. È la vigilia di Natale e Sin-Dee è appena uscita di prigione. Alexandra, la sua migliore amica, si lascia scappare che suo ragazzo – un pappone – non le è stato fedele durante i 28 giorni di carcere. Le due si imbarcano quindi in un viaggio attraverso Los Angeles alla ricerca della verità. Sin-Dee è decisa a vendicarsi e a farsi rispettare dal suo uomo. Nel mezzo anche qualche sogno di gloria infranto. Il tutto in versione *gesto incazzato da trans del ghetto*. Un film irresistibile, con un’energia e una vitalità da far invidia a molti registi più accreditati.

Da vedere per: le sue protagoniste sgangherate.

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Closet Monster (Stephen Dunn, 2015) | sabato 2 luglio 22.30Closet Monster, storia di coming out adolescenziale, è l’opera prima del ventiseienne canadese Stephen Dunn. Oscar è un adolescente al suo ultimo anno di liceo, nella sua piccola città si sente morire e sogna di fuggire New York, come confidente ha il suo criceto, un’identità da scoprire e dei traumi da sconfiggere: un padre infantile ed omofobo e una madre che ha abbandonato la famiglia. È interpretato da Connor Jessup, visto e apprezzato di recente nella seconda stagione di American Crime. Closet Monster si aggiudicato il premio come miglior film canadese al Toronto International Film Festival 2015. Che il giovane regista sia pronto a seguire le tracce di Xavier Dolan?

Da vedere per: Isabella Rossellini che dà la voce al piccolo criceto

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Ville-Marie (Guy Édoin, 2015) | venerdì 1 luglio 20.30

Ville-Marie si profila come il guilty pleasure del cartellone. Protagonista Monica Bellucci, un’attrice in segreto madre di un figlio abbandonato, interpretato da Aliocha Schneider. Un figlio abbandonato alla ricerca di verità, il cinema nel cinema, lo spettacolo che si fa vita e personaggi bigger than life: “Ville-Marie  è il primo nome della città di Montreal,” spiega il regista, “ma è anche un luogo dove tutti si incontrano, città-madre che ospita e redime tutti”. La Bellucci non ha bisogno di presentazioni (la si ama e la si odia), Aliocha Schneider, invece, lo abbiamo già visto in iZombie e, al Mix, anche in Closet Monster.

Da vedere per: la faccia d’angelo e lo sguardo birichino di Schneider

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Kiki (Sara Jordenö, 2016) | sabato 2 luglio 19.00
Diretto da Sara Jordenö Kiki è un documentario e un film coming-of-age di un gruppo di giovani LGBT di colore della sottocultura “ballroom”. Il voguing visto come gesto creativo nello spazio sicuro di un sistema familiare e alternativo, quella denominata come “la scena Kiki”. Il film segue sette personaggi della comunità Kiki nel corso di quattro anni, attraverso la preparazione e la perfomance dei Kiki Balls. Anteprima mondiale al Sundance 2015 e presentato alla 66esima edizione del Festival del cinema di Berlino dove ha vinto il Teddy Award come miglior documentario LGBT.

Da vedere per: la sua fama come seguito non ufficiale di Paris is burning (1990)

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De chica en chica (Sonia Sebastián, 2015) | venerdì 1 luglio 22.30

De chica en chica lo si potrebbe ribattezzare Lesbiche sull’orlo di una crisi di nervi, un film in cui Almodovar che incontra Devious Maids. Il cinema spagnolo, dopo Kiki e i segreti del sesso (nelle sale in questi giorni in Italia), continua l’infilzata di commedie irriverenti senza peli sulla lingua. Questo con leggerezza e ironia vola sopra gli stereotipi, riuscendo a raccontare drammi vecchi sempre nuovi, gelosie tradizionali e nuove famiglie arcobaleno.

Da vedere per: Jane Badler, indimenticata Diana dei Visitors, una vera icona.

Lorenzo Peroni

Posted by Lorenzo Peroni