Oggi 23 marzo a Palazzo Reale a Milano si inaugurano due mostre che percorrono tutto quel filo conduttore che dal futurismo ci porta verso al futuro: Umberto Boccioni. Genio e memoria celebra il grande artista futurista mettendolo nella prospettiva della sua ispirazione artistica, a cent’anni dalla sua morte; in 2050. Breve storia del futuro, invece, 46 artisti contemporanei interpretano con 50 opere il futuro del nostro pianeta partendo dalle riflessioni del saggio omonimo di Jacques Attali, ripubblicato di recente da Fazi Editore in una versione aggiornata rispetto alla prima edizione del 2006.

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Umberto Boccioni, Atlante delle immagini, 1895-1909 | Verona, Biblioteca Civica, Fondo Callegari-Boccioni

La mostra a cura di Francesca Rossi con Agostino Contò, in occasione del centenario dalla morte di Boccioni, vuole ripercorrere il suo itinerario artistico come un particolare viaggio non solo nelle varie fasi della sua produzione, ma anche nella ricostruzione delle fonti della sua ispirazione, che l’artista stesso catalogava con estrema cura. Il punto focale dell’esposizione, infatti, oltre a circa 280 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d’epoca, libri, riviste e documenti, è proprio il cosiddetto “Atlante della memoria”, ovvero un corpus di scritti e documenti identificati e catalogati di recente alla Biblioteca Civica di Verona che testimoniano una raccolta di ritagli, stampe dell’epoca, riproduzioni e francobolli: un universo artistico da cui Boccioni trae continuamente idee e ispirazioni. Per non parlare della rassegna stampa sull’arte futurista che lo stesso pittore e scultore raccoglie dal 1909 al 1911.

Umberto Boccioni, Tre donne, 1909-1910 | Milano, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia – Piazza Scala

Umberto Boccioni, Tre donne, 1909-1910 | Milano, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia – Piazza Scala

La mostra, aperta al pubblico fino al 10 luglio 2016, permette di cogliere tutti i momenti della transizione artistica boccioniana: dai primi ritratti post-realisti all’affermazione divisionista sotto l’egida del maestro Balla, poi il completo abbracciare dei dinamismi futuristi fino a qualche ripensamento cubista degli ultimi anni. Accanto a sue opere significative, quelle che invece l’hanno ispirato e condotto: dai gessi classici alle copie di opere rinascimentali, dalle stampe nordiche fino alle pitture e statue sue contemporanee. Ne esce il ritratto di un artista mai quieto, sempre ossessionato da temi ricorrenti come la madre, il lavoro, la velocità, la morte, la solitudine e, appunto, il futuro.

Tracey Snelling, Mexicalichina, 2011 | Courtesy AEROPLASTICS contemporary, Brussels © Tracey Snelling, courtesy AEROPLASTICS contemporary, Brussels

Tracey Snelling, Mexicalichina, 2011 | Courtesy AEROPLASTICS contemporary, Brussels © Tracey Snelling, courtesy AEROPLASTICS contemporary, Brussels

2050. Breve storia del futuro, in programma fino al 29 maggio 2016, è un progetto che ha preso vita in una doppia mostra ai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles e al Louvre, arrivando oggi a Milano nel contesto di Ritorni al futuro, la rassegna culturale con cui il Comune di Milano animerà la primavera 2006, con più di cento appuntamenti incentrati sulla riflessione pubblica e sull’idea di futuro che abbiamo oggi. Dalla crisi dell’impero commerciale americano (dopo l’11 settembre) ai fenomeni di eccesso che caratterizzano l’evoluzione della nostra società: iperconflitti, iperconsumismo, iperimpero, iperdemocrazia. Queste le direttrici d’indagine per una mostra d’arte contemporanea che si fa politica e davvero incisiva nel dare l’idea di come, nel presente, stiamo ponendo fondamenta incerte e contraddittorie sul nostro futuro, nei campi dell’integrazione, delle risorse, della pianificazioni. Alcune opere, poi, come l’immigrato senza tetto fotografato a Bruxelles da Andres Serrano (Omar Berradi, Denizens of Brussels Series, 2015) o la bomba in un bauletto Louis Vuitton di Gregory Green (Untitled (Vuitton), 2000), rimando echi di inquietante attualità sul nostro divenire incerto.

David LaChapelle, Gas Shell, 2012 | Courtesy Jablonka Maruani Mercier Gallery © David LaChapelle Studio, courtesy Jablonka Maruani Mercier Gallery

David LaChapelle, Gas Shell, 2012 | Courtesy Jablonka Maruani Mercier Gallery © David LaChapelle Studio, courtesy Jablonka Maruani Mercier Gallery

Il biglietto di ingresso, cumulativo per le due mostre, dà accesso gratuito anche al Museo del Novecento. Cataloghi editi da Electa. Immagine in evidenza qui in alto: Umberto Boccioni, Elasticità, 1912, Milano, Museo del Novecento.

Posted by Paolo Armelli