Fra ieri e oggi a Torino sono spuntati alcuni manifesti alquanto bizzarri che vedono come protagonista il tanto discusso Mario Adinolfi, giornalista e politico dalle idee reazionarie in tema di diritti civili e parità di genere. In queste affissioni, che qui vedete in una foto scattata da Federico Novaro, Adinolfi è ritratto in un fotomontaggio che lo vede nudo e in posa come se fosse in una pubblicità di profumi: il suo nome è storpiato in “Eau di Nolfi” e lo slogan recita “Le vrai homme“. Nel manifesto compare anche il logo di D&G, ma è apparso fin da subito chiaro che non si trattasse di un’iniziativa realmente autorizzata dall’azienda: contattato da me, l’ufficio comunicazione di Dolce&Gabbana ha dichiarato di non essere neppure a conoscenza dell’esistenza di una tale affissione.

Il cartellone è stato affisso in spazi regolarmente distribuiti dall’azienda IGP Decaux, ma non reca l’indicazione su chi l’abbia stampano né tantomeno sulla committenza. Tutto quindi fa presupporre che si tratti di un scherzo. Il giornalista Vito De Biasi segnala inoltre che la boccetta di profumo che appare nella locandina ricorda molto da vicino l’opera ready-made Belle Haleine – Eau de Voilette (gioco di parole su “violette“, violetta, e “voile“, velo) realizzata dagli artisti Marcel Duchamp e Man Ray nei primi decenni del Novecento. Eau de Voilette era, inizialmente, era il profumo fittizio inventato dall’alter ego femminile di Duchamp, Rrose Selavy: questo dato sulla sovrapposizione dei generi getta una luce ancor più satirica sull’iniziativa contro Adinolfi.

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Ancora non è chiaro chi abbia fatto realizzare il cartellone né per quale motivo (Repubblica Torino parla di non meglio precisati “antagonisti torinesi“). Un precedente simile, ma che non si sa dire se sia ricollegato a questo caso “Eau De Nolfi”, è quello di un manifesto targato Fratelli d’Italia in cui si associavano i due marò e il cane Falkor de La storia infinita: il partito politico ha poi smentito la paternità dell’iniziativa ringraziando “gli autori di questo manifesto fake per la pubblicità gratuita che ci hanno fatto a Torino e in tutta Italia, in un periodo nel quale stampare e affiggere manifesti non è economico“. In questo caso c’è chi ipotizza un’opera di qualche artista o di un collettivo che, a distanza di tempo, colpisce con affissioni ad hoc per le vie di Torino.

Nel frattempo, il diretto interessato Mario Adinolfi ha condannato il gesto come l'”ennesima violenza” nei suoi confronti, mentre IGP Decaux ha confermato che si trattava di un manifesto inserito abusivamente nel suo impianto, che è stato forzato.

Posted by Paolo Armelli