Mai come in questo periodo il panorama televisivo italiano è stato così effervescente. La rottura definitiva del duopolio Rai-Mediaset si è consumata in modo marcato solo negli scorsi cinque o sei anni e non per le ragioni che tutti si aspettavano (la nascita di un terzo polo o il sopravvento della tv satellitare). In realtà è stato il passaggio definitivo al digitale terrestre e il poco previsto successo delle molte reti semigeneraliste native digitali a rimodellare lo scenario dei canali televisivi italiani. Lo dimostra il grande movimento che in questi ultimi anni, e in particolare in questi ultimi mesi, ha caratterizzato le reti immediatamente successive alle prime 7 posizioni sul telecomando.

Anche se i principali canali Rai e Mediaset, dal tasto 1 al tasto 6, e in parte anche La7 si spartiscono ancora la maggior parte degli ascolti televisivi, gli altri gruppi editoriali hanno puntato molto sulle posizioni seguenti: Sky, forte dei suoi primi risultati sul digitale terrestre (con Cielo, canale 26) ha acquisito da Viacom-Mtv Italia la posizione 8; ancora prima Discovery Italia, terzo gruppo televisivo italiano grazie agli ascolti di RealTime, Dmax e le sue altre tv, aveva acquisito da L’Espresso il numero 9. Il sapiente mix di produzioni originali e internazionali spalmate su generi di comprovato successo (reality, factual e sport) stanno facendo crescere questi canali finora relegati a nanoshare con poco interesse per gli investitori pubblicitari.

La crescita è dimostrata anche dal progressivo rebranding che ha caratterizzato queste due emittenti, culminato in questi giorni. Quando Sky ha acquisito il canale 9 da Mtv Italia (che ha continuato le trasmissioni sul satellite con Mtv Next), ha mantenuto la riconoscibilità del brand,  svuotandolo però di contenuti musicali e di programmi di produzione Viacom; rinominato Mtv8, il canale ha subito un progressivo riposizionamento, favorito dalla library e dai diritti di Sky (X Factor, Hell’s Kitchen, Europa League), fino a diventare definitivamente Tv8 lo scorso giovedì 18 febbraio, in concomitanza con la partenza del format in esclusiva Squadre da incubo.

Destino analogo, e anzi con alcune precocità, è toccato a DeejayTv, emittente al canale 9 passata dal Gruppo L’Espresso a Discovery Italia, che l’ha pian piano riposizionato su un palinsesto in linea con i contenuti del gruppo (fra i programmi principali Cucine da incubo, L’Isola di Adamo e Eva, Undressed ma anche eventi come la finale Vinci-Pennetta, il rugby o lo speciale di Saviano). Un restyling del canale, avvenuto in autunno rimarcando la posizione al “canale 9”, è culminato oggi, 22 febbraio, in un rebranding: si parla ora, infatti, di Nove, anche se il tondo di Deejay compare ancora nel nuovo logo on air.

Aver abbandonato i residui delle vecchie denominazioni (Mtv e, in parte, Deejay) sta a significare la particolare fiducia che sia Sky sia Discovery nutrono in queste due nuove emittenti generaliste: i rispettivi grandi gruppi internazionali alle spalle permettono notevoli capacità di investimento e sterminate library da cui attingere, entrambi aspetti di grande competitività rispetto ai gruppi televisivi nazionali che in questi anni stanno affrontando numerosi tagli alle spese.

Ma le novità non finiscono qui. Nell’ambito del rafforzamento della sua posizione nella tv digitale terrestre, infatti, Sky ha in queste settimana “promosso” il suo terzo canale in chiaro, SkyTg24: prima costretto a trasmettere al canale 27 (ereditato da ClassTv) e con un palinsesto modificato con inserzioni di programmi di intrattenimento (perché così è imposto ai canali nella fascia 20-30), ora riacquisisce la sua qualità di canale all-news passando al numero 50 del telecomando, sostituendo così LaEffe (tv del gruppo Feltrinelli passata in esclusiva su Sky al canale 133). Il canale 27 lasciato libero passa da domani 23 febbraio a un’emittente del gruppo Viacom, Paramount Channel, che lancerà da sabato 27 febbraio le sue trasmissioni incentrate su film e serie tv.

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Come se non bastasse altri avvicendamenti stanno per modificare ulteriormente la successione dei canali sul telecomando. La chiusura, dopo solo dieci mesi di vita, nel dicembre scorso, dell’avventura di GazzettaTv del gruppo Rcs, ha fatto passare di mano il canale 59 del gruppo DeAgostini, che l’ha temporaneamente occupato con Split Tv ma che probabilmente attende un nuovo canale sportivo. Discorso aperto anche per le posizioni del gruppo Retecapri (20, 45, 55, 66, 122, 149 e 247), finito in concordato, tra le quali appunto il canale 20, primo dei neo-generalisti, è il più appetibile.

 

Posted by Paolo Armelli