url-2Gabriele Romagnoli è un giornalista e scrittore (uno dei suoi libri migliori è Solo i treni hanno la strada segnata, pubblicato nel 2008 da Mondadori), è stato direttore di GQ, corrispondente at large di Vanity Fair e inviato de la Repubblica. In tutta la sua carriere ha girato il mondo (ha “visto 73 paesi, abitato in 4 continenti, 8 città e 27 appartamenti”, dice) e si è sempre interessato alle vite degli altri, quelle più o meno uniche, più o meno esemplari, più o meno significative.

Da tutte queste esistenze ha tratto qualche riflessione saggia e mai troppo da “guru” (anche se degli scivolamenti ci sono), che ha raccolto in un piccolo libro da poco uscito per Feltrinelli, Solo bagaglio a mano. In mezzo a tutte le vite, le storie, gli aneddoti, i film e i libri che Romagnoli racconta, il bagaglio a mano diventa metafora di uno stile di vita pieno ma equilibrato, e qui alcune delle massime che lo accompagnano:

1. Una sola vita

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Nel bagaglio a mano due o più vite non ci stanno, c’è spazio per una soltanto, quella che hai. Trasportare il peso di quelle che non sono state o non saranno non si può, né si dovrebbe”.[/pukka_pullquote]

2. Carico leggero

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Il bagaglio a mano rileva il superfluo. Se torni e ce l’hai fatta con quel numero di capi, fogge e colori, significa che non hai davvero bisogno di quanto, nel tuo guardaroba, esorbita. Di quanto, nella tua vita, esorbita”.[/pukka_pullquote]

3. Niente colpe

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Nessun fagotto può essere a prova di pieghe o altri danni. E anche questo va sempre tenuto presente: nessuno può proteggere nessuno da tutto e tutti. Il senso di colpa tende a infilarsi nel bagaglio e a renderlo di una pesantezza intollerabile, ma va scaricato o si resta bloccati”.[/pukka_pullquote]

4. Perdere per trovare

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Un giorno ho incontrato Tony Wheeler, ideatore delle Lonely Planet, le guide di viaggi più diffuse al mondo, e gli ho sentito dire: ‘Il più delle volte ho trovato quel che cercavo quando mi sono perso’.”[/pukka_pullquote]

5. Quel che ti è rimasto

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Il mondo è quel libro: opportunità, trabocchetti e traguardi. Se poi lo dovessi perdere, prova a ricordarlo. La citazione non sarà esatta, ma sarà quel che di quella frase ti è rimasto”.[/pukka_pullquote]

6. Lascia liberi

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Il possesso si detiene. L’oggetto del possesso è detenuto, come chi è prigioniero in carcere. Quando si ama qualcuno lo si lascia libero. Le merci devono circolare. Le persone devono circolare”.[/pukka_pullquote]

7. Meno di sé

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Troppi hanno una proiezione di sé nel mondo che ingombra, eccede lo spazio per destinazione, un egocentrismo riveduto e allargato al punto che non più se stessi al centro del mondo, ma il mondo al centro di se stessi”.[/pukka_pullquote]

8. Farsi le domande

[pukka_pullquote width=”800″ txt_color=”#2c003c” bg_color=”#dcc2ed” size=”16″ align=”center”]”Dovevo davvero venire fin qui per sapere che “la vita è breve”, “la felicità dura un attimo”, “si arriva e si parte a mani vuote”? Certo che no. Eppure sì. Perché se passi tutto il tuo tempo a bere e mangiare, farti il nodo della cravatta, aspettare persone e aerei, quand’è che ti fermi per ammetterlo?”.[/pukka_pullquote]

Posted by Paolo Armelli