Per chi è nato alla fine degli anni Ottanta le estati dell’infanzia e della giovinezza erano caratterizzate da una curiosa consuetudine: all’ora di pranzo, cascasse il mondo, andavano in onda uno o due episodi de La signora in giallo, la serie mystery (in originale Murder, She Wrote) interpretata dall’immarcescibile Angela Lansbury, stella di Broadway eternata nella mente di milioni di fan come la scrittrice di gialli Jessica Beatrice Fletcher, vecchina e ficcanaso. Sebbene la serie sia andata in onda dal 1984 al 1996, le continue (estenuanti) repliche le hanno permesso di raggiungere un numero considerevole di ammiratori di fan anche dopo quell’epoca, complice l’irresistibile mix fra suspence (in ogni luogo o situazione in cui la Fletcher si ficcasse ci scappava il morto) e involontaria commedia (la signora, tutta incardiganata e permanentata, si improvvisava sempre e comunque detective e risolveva i casi).

Ma la fortuna de La signora in giallo è continuata anche grazie a una serie molto consistente di libri, firmati – geniale trovata editoriale – dalla stessa Fletcher e da Donald Bain, che invece esiste davvero ed è un uomo di ormai ottant’anni che nella vita, a sua firma o come ghostwriter, ha pubblicato circa 115 libri (nella serie con la Fletcher ne pubblica quasi due all’anno). In Italia questi volumi sono pubblicati da Sperling&Kupfer e sono da una parte un “contentino” ai numerosi fanatici rimasti orfani della loro investigatrice televisiva e dall’altra un’ottima lettura leggera e alternativa per gli amanti dei gialli à la Christie (non è un caso che molte trame si sciolgano con una scena corale in cui la Fletcher svela l’arcano sbugiardando l’assassino di fronte a tutti, come accadeva in molti Poirot o Ms. Marple).

La trafila di libri è iniziata nel 1989, un anno dopo la fine del telefilm sulla CBS: il primo volume si intitolava Gin & pugnali – seguito negli anni da altri titoli simili come Manhattan & omicidi, Rum & delitti, Brandy & pallottole, Martini & follia ecc. Quel primo romanzo del 1989, però, fu ripubblicato, corretto, nel 2000 perché molti puristi si erano scagliati contro le inesattezze di questa trasposizione letteraria: la più grave delle quali è che Jessica Fletcher a un certo punto del libro si mette a guidare un’auto. Imperdonabile svista, dato che la nostra signora dei delitti non ha mai preso la patente, muovendosi solo in bici, in taxi o scroccando passaggi al primo malcapitato.

La cosa interessante dei libri di Fletcher-Bain (la prima è presentata, in quarta di copertina, come “scrittrice di mestiere e detective per vocazione […] Qualcuno dice che assomiglia all’attrice Angela Lansbury…“) è che la nostra paladina si trova ad affrontare situazioni più contemporanee rispetto ai tempi della serie tv vera e propria, in cui i telefoni cellulari erano grandi come stufe a pellett e la macchina da scrivere il mezzo tecnologico più avanzato. Ora Jessica Fletcher se la deve vedere con le mail, gli iPod, la realtà virtuale, George Bush e via dicendo. Rispetto alla televisione, la signora è anche più spavalda e ha pure una relazione amorosa con un ex spia inglese.

In ogni caso li scenari in cui si svolgono delitti e indagini sono variegati – e improbabili esattamente come nella serie tv. Ne La morte in scena la nostra scrittrice viene convinta dal maldestro nipote Grady a partecipare a uno spot televisivo in cui la perfida produttrice sarà fatta fuori con una sparachiodi. In Omicidio sul ghiaccio trame misteriosi si intrecciano attorno all’inaugurazione di un palazzetto del ghiaccio. In Fuochi d’artificio con cadavere un ricco imprenditore che vuole stupire tutti con spettacoli pirotecnici nella festa del 4 luglio muore misteriosamente… e Jessica indaga, anche se come al solito i veri tutori della legge le mettono i bastoni fra le ruote.

Jessica indaga anche nella sua placida cittadina di mare, Cabot Cove nel Maine, dove ritroviamo le facce note del piccolo schermo, come il medico Seth Hazlitt o lo sceriffo Mort Meztger. Succede ad esempio in Primo piano con delitto, in cui i tranquilli ritmi cittadini vengono sconvolti dall’arrivo di troupe hollywoodiane impegnate nell’adattamento cinematografico dei bestseller della Feltcher. Ovviamente ci scappa il morto, ma indovinate chi si mette a indagare?

Posted by Paolo Armelli