67.000 biglietti staccati. 58.000 presenze agli eventi liberi, 750.000 persone raggiunte via Facebook e oltre 200.000 via Twitter: questi i dati di sicuro successo che suggellano questo Festivaletteratura 2015, un’edizione – la diciannovesima – che promette benissimo per il ventesimo anniversario della manifestazione, che si terrà dal 7 all’11 settembre 2016.

Un’edizione, questa, che ha conferma il successo di una formula che mette al centro i libri e gli autori, in una speciale intimità con gli autori che sembra essere possibile solo qui. Molti gli autori di grande spicco e personalità (Ishiguro, Cercas, Romagnoli, Carlotto), tante le sorprese (De Karangal, Pitzorno, Scego, Lagercrantz) e anche gli scrittori superstar che hanno riempito i bei cortili di Mantova come se fossero stadi: fra tutti Alberto Angela e, in chiusura, il Nobel Mario Vargas Llosa.

Dietro le quinte, invece, si respirano tutte le ansie e le perplessità del mondo editoriale di oggi: le voci sulle imminenti fusioni si percorrono con preoccupazione, gli addetti ai lavori tagliano le spese al massimo e si presentano solo per gli eventi maggiori. Mentre i lettori gioiscono fuori, dentro gli “editoriali” si preoccupano di contratti, scadenze e compensi, circondati dai mitici volontari del Festival, sempre più giovani, sempre più attenti al digitale e – se vogliamo – talvolta disinteressati.

Sui vari palchi, anche nei modi più inaspettati, si è parlato giustamente di migranti e della società che vorremmo tutti si costruisse a partire dalla loro accoglienza. Fra i momenti più intensi il reading in anteprima di Va’ metti una sentinella, il nuovo romanzo di Harper Lee che uscirà il 19 novembre. Il migliore in assoluto, invece, l’incontro con Bianca Pitzorno che racconta della sua gioventù e di un gruppo di amiche andate in comitiva a Parigi nel ’68. Per perdere la verginità.

 

Posted by Paolo Armelli