C’è chi lo definisce letteratura di genere, chi ne prende le distanze per il suo pubblico troppo popolare e chi invece lo rivaluta come una forma letteraria degna di questo nome e, dunque, di rispetto come tutte le altre. Stiamo parlando della letteratura rosa, quella che in America chiamano romance, quella delle copertine con muscolosi discinti e donne in pizzo e crinoline. Proprio negli Stati Uniti il mondo dei libri a tinte rosa ha le dimensioni di un vero e proprio impero editoriale dai numeri che altri settori librari nemmeno si sognano. A questo mondo è dedicato Love Between the Covers, il documentario presentato in questi giorni in esclusiva al Festivaletteratura 2015.

La regista Laurie Kahn, presente a Mantova per l’anteprima italiana, ha seguito per tre anni le vicende di quattro affermate scrittrici del genere più quelle di un’emergente che ha scelto la strada dell’autopubblicazione indipendente. Ne emerge un ritratto veramente al di là dei pregiudizi, che comprende una comunità sorprendentemente vivace composta da milioni di lettrici appassionate e, soprattutto fedeli, che spesso però rimangono invisibili agli occhi delle cronache editoriali. Ci sono titoli per tutti i gusti (“Puoi scegliere il paranormale, la tragedia, la commedia, la fantascienza. Puoi avere omicidi, suspense, qualsiasi cosa“, spiega la scrittrice Nora Roberts, “a patto che al centro ci sia una storia romantica“), e questo è una delle chiavi di un successo così ampio e diversificato.

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Le autrici intervistate hanno fondato delle vere e proprie imprese commerciali. Spesso partono dall’essere delle semplici casalinghe, a loro volta grandi divoratrici di libri rosa, che per noia, frustrazione o in seguito a un lutto (di solito la morte del marito), si mettono a scrivere e diventano all’improvviso prolifiche produttrici di bestseller. L’importante, in tutto ciò, è che al centro ci sia la donna: donne che scrivono per donne e trattano i temi che le donne vogliono leggere ma che sono stati a lungo loro negati. “Penso che il mio messaggio“, confida un’altra autrice, Suzanne Brockmann, “è che le donne possono essere forti. E lo dovrebbero essere“. Dunque i libri rosa sono anche un modo per affrontare tematiche sociali, discriminazioni e anche una sessualità liberata (“In questi libri si trova sempre la sessualità femminile tratta in modo autentico e positivo,” dice la blogger Sarah Wendell, “non c’è nulla di sbagliato in questo. È qualcosa di sollevante e rigenerante“), a patto che – ovviamente – alla fine ci sia sempre il H.E.A. (Happily Ever After), il lieto fine.

Che i pregiudizi dei lettori forti siano ancora molti da abbattere non spaventa le autrici e le divoratrici di romance. Negli States fioriscono collane, case editrici (anche di nicchia, dedicate ad esempio alla storia delle donne nere o agli affari di cuore lesbici), convention di scrittrici, workshop per diventare una romance author, viaggi organizzati e così via. I dati sono impressionanti e, anche in questi anni di crisi, in crescita. Inoltre questo tipo di letteratura apre la strada con lungimiranza a grandi rivoluzioni editoriali in atto altrove con qualche lentezza. Il fondatore della casa editrice dedicata Smashwords, Mark Coker, rivela: “Queste autrici sono il futuro dell’editoria. E le autrici rosa sono state e sono le più innovative, sperimentali e all’avanguardia in questa rivoluzione“. Ed ecco quindi ebook, self-publishing, scrittori che diventano manager di sé stessi e di altri colleghi con tanto di sedi, assistenti e diversificazione del business. Casi di editori come Harlequin (in Italia col marchio Harmony) presenta una vitalità che case più serie o prestigiose spesso faticano ad abbracciare.

Love Between the Covers è un documentario interessante non solo perché fa conoscere un mondo molto spesso ignorato a causa di facili valutazioni superficiali. Ma anche perché è uno sguardo laterale ma molto esaustivo su quello che si sta muovendo nei libri oggi: in altre parole mostra come, in barba ai pregiudizi, la letteratura di genere, se ben focalizzata su un pubblico e ben codificata nelle sue modalità di produzione, diffusione e fruizione, è un campo di sperimentazione – ma anche, ancora più fondamentalmente – di crescita economica da osservare con grandissima attenzione. I libri rosa vendono, si evolvono e vendono ancora di più. Quelli di poesie, per fare un esempio a malincuore, stanno a guardare dagli scaffali.

Posted by Paolo Armelli