Tidal Launch Event NYC #TIDALforALL

Nei giorni scorsi parecchie popstar, da Madonna a Chris Martin, da Rihanna ai Daft Punk, hanno modificato le loro icone sui social inserendo un campo di colore celeste. L’hanno fatto in sostegno a un’urgente iniziativa umanitaria? Niente affatto. Si trattava solo di una strategia di marketing che preannunciava il rilancio di Tidal, un servizio di streaming musicale online lanciato nel 2014 dalla svedese Aspiro e acquisito di recente dalla Project Panther di Jay-Z, uno dei nomi più influenti del music business americano e internazionale.

Proprio ieri a New York, in ex ufficio postale affacciato su Madison Square Garden riallestito a hangar futuristico, è avvenuto l’evento di lancio, una serata piena zeppa di stelle della musica trasmessa in streaming e disponibile ancora adesso sul sito ufficiale: a parte i già citati, erano presenti Beyoncé, Kanye West, Nicki Minaj, Usher, gli Arcade Fire, Jack White, Deadmau5 e molti altri. Un numero così concentrato di popstar simboleggia l’essenza stessa del progetto, ovvero quello di essere uno streaming musicale possieduto dagli stessi artisti, con l’obiettivo di ridare il giusto valore alla musica. Tidal infatti promette di raddoppiare le royalties standard per lo streaming di ogni artista rispetto ai concorrenti, il primo fra i quali è Spotify, vissuto ormai come un servizio necessario per la diffusione di album e brani ma per certi versi svantaggioso per i musicisti stessi. Si dice che ogni grande artista che si sia unito in questi giorni a Jay-Z abbia ricevuto milioni di dollari e qualche azione nell’azienda.

Spotify, fra le altre cose, sembra proprio essere il competitor dichiarato di Tidal, che risponde alla grande affermazione del primo servizio streaming svedese, puntando sulla qualità più che sulla quantità. Anche se aspira a contenere sempre una maggior quantità di musica, infatti, Tidal offre un servizio a un prezzo più alto (l’abbonamento premium costa 19.99 dollari contro i 9.99 di Spotify), ma a una qualità sonora estremamente più elevata: 1411 kbps FLAC, una qualità molto più alta rispetto ai soliti cd, mentre Spotify viaggia abitualmente sui 160 kbp (320 kbps per gli utenti premium). Sempre sul piano dell’esclusività, Tidal proporrà contenuti editoriali inediti e punterà in futuro a ospitare musica e prodotti discografici che altri non hanno: tutta la musica di Taylor Swift, ad esempio, sarà disponibile sulla piattaforma delle star mentre era stata ritirata da Spotify nei mesi scorsi.

Mentre gli appassionati plaudono all’iniziativa che riporta la musica e le qualità artistiche, molti hanno sottolineato che sembra un progetto nato più che altro per rimpolpare gli interessi economici delle star che, anche se minati da questi anni di crisi discografica, rimangono tuttavia notevoli. E sul web si è anche scatenata l’ironia di chi vede in questa impresa a cui partecipano le celebrities una riminiscenza dei Planet Hollywood che furono. Il successo di Tidal è probabile, in ogni caso, anche se resta da capire ora quali mosse metterà in campo Apple, anch’essa impegnata nel rilancio dello streaming musical Beats.

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Posted by Paolo Armelli