beringCodice edizioni ha pubblicato un po’ di mesi fa Le forme del desiderio di Jesse Bering, giornalista divulgativo americano che in questo saggio fa compiere al lettore un vero e proprio viaggio irriverente negli angoli più nascosti della sessualità umana. Il tutto con un linguaggio estremamente vivace e accattivante ma senza mai rinunciare all’accuratezza scientifica. Qui solo sei delle “rivelazioni” più interessanti che caratterizzano il suo libro:

1. Gli omofobi si eccitano col porno gay

I partecipanti ad uno studio sull’omofobia “sono stati condotti in una stanza isolata in cui sono stati mostrati loro tre brevi filmati a carattere pornografico, che rappresentavano nell’ordine sesso etereosessuale, sesso lesbico e sesso gay maschile. A seguito di ogni filmato – che veniva trasmesso in ordine casuale – i partecipanti [a cui era stato applicato uno strumento per la misurazione dell’ingrandimento del pene sotto eccitazione] hanno dato un punteggio su quanto si sentissero sessualmente eccitati e sul proprio grado di erezione peniena. E ora, se ci riuscite, provate a indovinare i risultati…

Tutti e due i gruppi  – uomini omofobi e non – hanno mostrato un significativo ingrossamento davanti al porno etero e lesbo, e le loro valutazioni soggettive della propria eccitazione combaciavano con la misurazione del pletismografo per entrambi  tipi di video. Tuttavia solo gli uomini omofobi hanno mostrato un aumento significativo della circonferenza del pene in risposta al porno gay maschile […]. Inoltre gli uomini omofobi sottostimarono significativamente il proprio grado di eccitazione sessuale rispetto al porno gay maschile”.

2. Anche le donne eiaculano

“Nell’antica India, il Kama Sutra, che risale al periodo fra il 200 e il 400 d.C., parla di ‘seme femminile’ che ‘fuoriesce continuamente’. E in Occidente anche Aristotele aveva la sua da dire sulle fuoriuscite di fluidi nella donna durante l’atto sessuale che, notava, ‘supera di gran lunga’ l’emissione di seme da parte dell’uomo. Notava anche – e sarebbe molto interessante ragionare su come fosse arrivato a questa conclusione – che l’eiaculazione femminile tendeva a ‘riscontrarsi in quelle che hanno la pelle più chiara e del tipo femminile in generale'”.

3. Masturbarsi aiuta la continuazione della specie

“L’abilità quasi magica di immaginare scene fantasione [a sfondo sessuale] che, combinate in modo opportuno con la nostra abilità manuale, sono in grado di condurci letteralmente all’orgasmo, è un trucco evolutivo […]: gli spermatozoi hanno una “scadenza”, restano vitali solo dai cinque ai sette giorni dopo la loro produzione, e poiché gli uomini adulti ne producono quantità enormi – circa tre milioni al giorno – la masturbazione è una strategia frutto dell’evoluzione per eliminare lo sperma vecchio e far posto a quello nuovo, più in forma. Si tratta di privilegiare la qualità alla quantità”.

4. L’eiaculazione precoce non è precoce

“Il concetto stesso di eiaculazione precoce negli esseri umani di sesso maschile è davvero strano, per lo meno se letto in chiave evoluzionistica. La funzione biologica dell’eiaculazione non è affatto un mistero: è attraverso questo ingegnoso sistema che la natura ha fatto sì che il liquido seminale e quindi gli spermatozio siano lasciati il più lontano possibile negli intricati e oscuri abissi del tratto riproduttivo femminile. […]

Appurate dunque le basi biologiche dell’eiaculazione, possiamo assumere che l’eiaculazione non può dirsi davvero precoce finché avviene dopo la penetrazione […]. Pensateci bene: per i nostri antenati, eiaculare il prima possibile durante la penetrazione non avrebbe dei vantaggi dal punto di vista evolutivo? Per esempio la possibilità di inseminare un numero maggiore di donne nel minor tempo possibile?”

5. Gli “amanti” degli animali non possono farne a meno

“Lo studio scientifico delle relazioni sessuali degli esseri umani con animali (di specie diversa) si è concentrato per decenni in maniera quasi esclusiva sull’atto sessuale consumato con l’animale, considerato come un surrogato del sesso essere umano-essere umano. Di conseguenza, fino a pochissimo tempo fa i ricercatori hanno trascurato la possibilità che alcune persone possano in realtà preferire una relazione amorosa con un cavallo (o un cane, o un agnello, o una vacca, o una scrofa, o un qualsiasi animale a vostra scelta) […].

Alcune ricerche basate su casistiche studiate empiricamente “suggerivano che la zoofilia potesse essere un tipo di orientamento sessuale minoritario, straordinariamente raro, ma reale. Vale a dire che, per alcune persone, fare seso con i loro “amanti” animali era qualcosa di più che fare sesso con l’alternativa migliore disponibile in quel momento. Al contrario, per loro il sesso con un animale non umano era la scelta primaria.”

6. Le frociarole non mancano di autostima

“I ricercatori notano che sia nei media sia nelle espressioni quotidiane, il termine frociara [fag hag] fa venire in mente a quasi tutti l’immagine di una donna disperata, sovrappeso e brutta che cerca la compagnia di uomini gay per compensare la carenza di attenzioni da parte di ragazzi eterosessuali. […]

I dati, però, hanno svelato qualcosa di diverso: stando a questo campione, infatti, non si è trovato assolutamente alcun collegamento fra lo status relazionale di una donna, il numero di volte in cui è stata lasciata dal partner o la percezione del proprio corpo e il numero di amici gay presenti nella sua vita. […] Forse il circondarsi di uomini gay offre a queste donne una sorta di sollievo dalla continua pressione sessuale da parte degli uomini etero”.

 

Posted by Paolo Armelli