Da sapere

Come ogni anno il 1° dicembre ricorre il World Aids Day, la giornata mondiale per la sensibilizzazione e la lotta all’Aids. Una malattia, questa, su cui i riflettori sembrano (in parte) accendersi solo una volta all’anno, ma che rappresenta invece una realtà dalle proporzioni ancora estremamente preoccupanti. Secondo la Lila, che cita dati presentati dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) nel 2013 in Europa sono state riportate più di 29.000 nuove diagnosi; a livello mondiale, secondo Unaids i dati salgono a 2,1 milioni di persone che hanno contratto il virus nel 2013 (di cui 240mila bambini). Se in regioni come l’Africa la piaga colpisce il particolare le giovani donne, in Europa l’Aids rimane un problema che colpisce in particolare i MSM (=Men having Sex with Men, da non confondersi genericamente con la popolazione omosessuale), fra cui si riscontra il 42% delle nuove infezioni (un allarmante +33% rispetto al 2004). La prevenzione, le campagne di test e di educazione all’uso delle protezioni (preservativo in primis) sono fondamentali per arginare la pandemia. Fra le tante iniziative da segnalare oggi c’è quella del Cesvi che con la Sapienza di Roma ha organizzato un convegno dal titolo Fermiamo l’Aids sul nascere, lanciando l’hashtag #VirusFreeDay e coinvolgendo con alcuni videomessaggi rivolti ai giovani personaggi noti come Victoria Cabello e Fedez.

 

Da leggere

Ci sono moltissimi documenti disponibili online sull’Aids e la trasmissione dell’HIV, in particolare nei siti delle organizzazioni istituzionali che se ne occupano (Unaids, Lila, Anlaids, Cesvi). Notevole oggi è stato l’articolo uscito in prima pagina del Corriere della Sera scritto dal cantautore Mika, che pone l’accento sulla differenza in ambito di educazione sessuale e prevenzione fra Stati Uniti e Italia (qui i giovani trattano con eccessiva sufficienza il sesso protetto, trascurando incoscentemente il preservativo, il cui uso non è insegnato nelle scuole) e soprattutto raccoglie la testimonianza di Eduardo, un 25enne sieropositivo: nonostante in Italia i giovani in questa condizione siano numerosissimi (e il 29% dichiara di non essersi mai sottoposto a un test), Eduardo è stato l’unico ad aver il coraggio di parlare, vincendo il muro di omertà e pregiudizio che ancora affligge la sieropositività nel nostro Paese. Sul lato fiction, invece, uno dei romanzi che andrebbero letti sempre quando si parla di come l’Aids cambi la vita delle persone rimane Una casa alla fine del mondo di Michael Cunningham (Bompiani): perché dietro alle malattie, anche le più terribili, ci sono sempre le vite delle persone.

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Da vedere

Hbo, il canale americano via cavo ormai marchio di garanzia delle produzioni televisive di qualità, ha mandato in onda recentemente The Normal Heart, diretto da Ryan Murphy (Glee, American Horror Story) con Mark Ruffalo, Matt Bomer, Jim Parsons e Julia Roberts. Il film tv, tratto dal romanzo autobiografico di Larry Kramer, racconta l’inizio della grande crisi di Aids che ha colpito New York a partire dal 1981 e la nascita delle prime associazioni omosessuali per la lotta all’HIV. Oltre ad essere una struggente storia di amore e lotta in quegli anni neri, riesce ad essere un documento convincente su come riuscire a lottare contro l’Aids sia stato un percorso osteggiato e complicato su più fronti. Un’altra opera televisiva che si fonde al documento storico è Angels in America, miniserie prodotta anch’essa da Hbo, tratta dalla “fantasia” teatrale di Tony Kushner e diretta dal recentemente scomparso Mike Nichols. Le tre puntate vedono un cast stellare (Meryl Streep, Al Pacino, Emma Thompson) alle prese con la fine degli anni Ottanta, in cui si intrecciano le esperienze dei primi sopravvissuti alla “morte nera”, il crollo dell’oppressione reganiana e l’alba di un nuovo mondo con la caduta del Muro.

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Da fare

I dati dimostrano che l’Aids è ancora un nemico mastodontico da abbattere. Per questo servono molti finanziamenti e sostenere le onlus che si occupano della lotta e della prevenzione all’HIV è fondamentale: sui siti delle associazioni citate sopra si trovano tutti i riferimenti (una delle vie più facili è mandare un sms da 2€ al numero 45508 di Lila). Ma nel nostro piccolo possiamo fare molto altro, per certi versi anche in modo più cruciale: è fondamentale tenere sempre alta la guardia e proteggersi sempre dai rapporti sessuali a rischio (anche i rapporti orali) usando immancabilmente il preservativo. Altro passo fondamentale è fare il test periodicamente: solo così sappiamo se siamo sani e se possiamo mantenere sani anche gli altri. Oggi esiste anche l’Easy Test: è facile, veloce, gratuito e consiste in un tampone passato sulle gengive per raccogliere la saliva, fornendo poi il risultato dopo una ventina di minuti (basta non aver mangiato o fumato nella mezz’ora precedente). Io oggi l’ho fatto, e voi?

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Posted by Paolo Armelli