1. Scoprire la Fondation Louis Vuitton

È uno dei progetti più chiacchierati e attesi degli ultimi anni, l’ennesima grande opera ad aggiungersi al gran lustro dei monumenti parigini vecchi e nuovi: si tratta dell’imponente ma arioso edificio progettato dall’architetto Frank Gehry (già famoso – e criticato – per il Guggenheim di Bilbao) per ospitare le mostre e gli eventi culturali gestiti dalla fondazione che fa capo al colosso del lusso LVMH. Inaugurata il 27 ottobre scorso, l’edificio si trova immerso nell’immenso parco del Bois de Boulogne (M: Les Sablons), vicino al Jardin d’Acclimatation, parco naturale e di divertimento a cui si ha accesso con lo stesso biglietto della Fondation.

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2. Seguire le orme di Hemingway

Ernest Hemingway, come molti altri scrittori e artisti della cosiddetta Lost Generation, visse per parecchi anni a Parigi (più precisamente dal 1922 al 1928). La città è disseminata da luoghi che ne ricordano il passaggio: da Place Contre-scarpe, vicino alla quale visse per un lungo periodo, fino al Café de la Paix (M: Opéra), dove una volta il conto era così alto che dovette lasciare la moglie in pegno per andare a recuperare altri soldi; dall’Hotel Ritz in Place Vendome (oggi in restauro), al cui bar istituì l’Hemingway Martini, fino ai Jardins du Luxembourg, che era solito attraversare per raggiungere la casa di Gertrude Stein al 27 rue de Fleurus. La vita parigina di Hemingway è raccontanta nel suo memoir postumo A Moveable Feast.

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3. Approfittare dei musei gratuiti

Louvre, Orsay, Pompidou: sono ovviamente tappe museali cosiddette “incontournable” in un tour parigino che si rispetti. Ma spesso ci sono code, i biglietti (soprattutto per le famiglie) costano e magari ormai li avete già visti un paio di volte. D’altronde Parigi offre un’enormità di musei da visitare gratuitamente tutto l’anno (quelli citati prima lo sono solo la prima domenica del mese), mettendo a disposizione visite e punti di vista inusuali – spesso poco turistici – sulla città: ad esempio il Musée Carnavalet (M: Saint-Paul Chemin Vert) che ricostruisce le tappe della storia della Ville Lumière; il Musée Cernuschi (M: Villiers) dedicato all’arte dell’Estremo Oriente; o la Maison de Victor Hugo (M: Bastille), un piccolo tuffo nella raffinata vita del grande scrittore, con magnifica vista su Place des Vosges.

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4. Fotografare le vetrine delle Galeries Lafayette

C’è la crisi e quindi gli acquisti, anche sotto Natale, scarseggiano. Ma questo non è un buon motivo per privarsi di una visita alle rinomatissime Galeries Lafayette (M: Chaussée d’Antin-Lafayette, Hauvre-Caumartin): potete ad esempio consolarvi fotografando l’imponente cupola interna, o salire sulla terrazza da cui si gode una bellissima vista sulla città o ancora, per tutto il periodo delle feste, le come sempre elaboratissime vetrine esterne. Quest’anno il tema è il “Nöel Monstre”, con addobbi a forma di peluche mostruosi. (E se proprio volete acquistare qualcosina, di fronte al megastore principale, hanno appena rinnovato le Galeries Gourmet&Maison, con tante prelibatezze e oggettini per la casa.)

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5. Godersi il cabaret all’Au Lapin Agile

Immergetevi nella più classica atmosfera di Montmartre in questo celeberrimo cabaret (M: Lamarck-Caulaincourt), aperto dal 1860 e che prende il nome dall’insegna all’esterno del locale che rappresenta un coniglio che corre veloce per non essere messo in pentola. In effetti qui (ci tengono a precisare) non si cena: si beve e si assiste agli spettacoli in pieno stile “cabaret artistique” parigino. Fra gli avventori storici Verlaine, Renoir e Picasso (che ogni tanto invece di pagare lasciava un suo quadro).

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6. Perdersi nel Jardin des Plantes

Per gli appassionati di botanica il Jardin des Plantes (M: Austerlitz) è qualcosa che si avvicina al paradiso: istituito nel lontano 1635 da Luigi XIII, è aperto al pubblico ormai da quattrocento anni, ospitando una varietà straordinaria di specie vegetali. Si possono visitare un giardino ecologico, il giardino dell’École Botanique, il giardino alpino (che però è chiuso da settembre ad aprile), uno straordinario roseto, due grandi serre tropicali e lo stupento Labyrinthe.

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7. Trovare la Statua della Libertà

No, non dovete prendere una coincidenza e volare fino a New York: anzi, pare che l’originale si trovi proprio nella capitale francese. Nel bel mezzo dei Jardins du Luxembourg, infatti, si trova il modello in bronzo usato dallo scultore Frédéric Bartholdi come preparazione alla versione newyorkese (molto più grande). Un’altra replica ancora della Statua si trova sull’Île aux Cygnes, un’isola artificiale costruita vicino al Pont de Grenelle (M: Passy, Bir-Hakeim).

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8. Ammirare le opere di Niki de Saint Phalle

Modella, pittrice, scultrice, regista: Niki de Saint Phalle fu una delle artiste più di successo e al contempo meno decifrabili del Novecento, con una ricerca estetica inquieta e difficilmente categorizzabile, eppure decisamente pop e attratta dalla celebrazione dei media. Le sue opere, dense di riferimenti ai più svariati temi socio-politici (e in particolare alla rappresentazione della donna), sono fusione di scultura e pittura, con risultati abnormi, plastici, colorati e deformi. Una mostra a lei dedicata è in programma fino al 2 febbraio 2015 al Grand Palais (M: Champs-Élysée-Clemenceau).

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9. Fare spese nel tempio del pop

In pieno Marais, il vivacissimo quartiere gay di Parigi, e più precisamente a 66 rue de la Verrerie (M: Hôtel de Ville, Châtelet), si trova Lucky Records, ovvero il negozio che è tappa immancabile per tutti i veri appassionati di musica pop. Aperto nel 1992, Lucky Records è ovviamente in gran parte dedicato a Madonna: di lei qui si possono trovare (spesso a prezzi esorbitanti) perle da collezionisti assatanati, da più dimenticati singoli giapponesi alle bambole in edizioni limitata fino ai magazine che l’hanno avuto in copertina. Ma anche i fan di altri idoli pop, di Kylie Minogue, Britney Spears, le locali Mylène Farmer e Sylvie Vartan ecc. troveranno chicche da non farsi sfuggire.

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Posted by Paolo Armelli