È terminata lunedì scorso alle ore 13, con l’annuncio del premio per l’Economia, l’assegnazione dei Nobel 2014. Qui quattro libri da leggere per conoscere alcuni fra i premiati di quest’anno.

Modiano.-Nel-Caffè-dellaPatrick Modiano, Nel caffé della gioventù perduta (Einaudi)

In molti sono rimasti stupiti dall’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Modiano, tanto schivo da essere (ingiustamente) noto solo ai palati più raffinati: qui un po’ di informazioni su di lui. L’Accademia di Svezia ha motivato l’assegnazione “per l’arte della memora con cui ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita e il mondo dell’Occupazione”. Proprio di destini e del loro intreccio così labile parla Nel caffé della gioventù perduta: ne Le Condé, un appartato café nel Quartiere Latino di Parigi, si aggirano giovani studenti, aspiranti scrittori e ambigui personaggi, ma soprattutto Louki, giovane misteriosa la cui vita gli occhi scrutatori degli avventori cercheranno di ricostruire in mille modi diversi. Tra le altre cose il 25 novembre Einaudi pubblicherà anche l’ultimo libro di Modiano, L’erba delle notti.

doraPatrick Modiano, Dora Bruder (Guanda)

Un’altra peculiarità di Patrick Modiano è che i suoi titoli sono stati pubblicati da vari editori, talvolta anche minori (Lantana, Donzelli). Di Guanda è invece Dora Bruder, una delle sue storie che più hanno fatto clamore: nel dicembre 1941 una giovane ragazza ebrea di 15 anni scompare misteriosamente, per poi riapparire poco tempo dopo e, otto mesi più tardi, essere deportata col padre in un campo di concentramento. Se non fosse per l’annuncio su un giornale che ne dichiarava la scomparsa, nessuno si sarebbe accorto di Dora, nel mare disperato della Shoah. Eppure lei per un po’ di tempo è fuggita, portando con sé i propri segreti.

 

io-sono-malalaMalala Yousafzai con Christina Lamb, Io sono Malala (Garzanti)

Nell’ottobre 2012 Malala, appena salita sull’autobus che la portava da scuola a casa, viene colpita da tre proiettili al volto, intenzionati ad ucciderla: la sua colpa era quella, secondo la legge fondamentalista, di voler studiare. La forza che la anima le permette di riprendersi e di difendere strenuamente la sua libertà di apprendere, portandola fino alle Nazioni Unite. E al Nobel per la Pace, assegnatole quest’anno dal comitato norvegese (a fianco dell’attivista indiano Kailash Satyarthi) per la “lotta contro la soppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione”. Questo libro ne racconta la storia e la passione di una ragazza coraggiosa molto più di quanto noi potremmo mai esserlo.

41Cerv2vYYL._AA258_PIkin4,BottomRight,-25,22_AA280_SH20_OU29_Jean Tirole, The Theory of Corporate Finance (Princeton University Press)

Il premio per l’economia (non esattamente un Premio Nobel, in quanto non previsto dal testamento di Alfred Nobel, ma conferito dalla Banca di Svezia e comunque gestito dalla Fondazione Nobel) è stato assegnato quest’anno a Jean Tirole, economista e direttore della Jean-Jacques Laffont Foundation alla Scuola di Economia di Tolosa, “per l’analisi del potere di mercato e della sua regolamentazione”. In particolare Tirole si è sempre occupato delle dinamiche di accentramento di mercati e compagnie, impegnandosi soprattutto nell’opposizione ai monopoli d’impresa e per la trasparenza nella gestione dei brevetti. Questo poderoso volume del 2010, anche se non esattamente un libro da comodino, resta uno dei fondamenti per gli studiosi di settore.

(Per completezza, i premi assegnati nei settori chimica, fisica e medicina si trovano qui.)

Posted by Paolo Armelli