Ieri l’Ansa ha ripreso la notizia data da un articolo di The Atlantic su uno dei più autorevoli quotidiani al mondo: pare, infatti, che si sia ripetuto sulla prima pagina del New York Times per oltre cent’anni un errore madornale, anche se non così immediato da cogliere. Si tratta della numerazione delle copie del quotidiano stesso: come per altre pubblicazioni, infatti, il prestigioso newspaper di New York è solito indicare sotto alla testata il numero corrispondente al volume in edicola. Pare però che fra il 6 e il 7 febbraio 1898 qualcuno della tipografia abbia aggiunto per errore cinquecento copie a tale numerazione, passando in un colpo dalla copia n. 14.449 alla 15.000, tanto che il 14 marzo 1995 il NYT mandò in stampa un articolo celebrativo della sua pubblicazione numero 50.000, che sarebbe invece dovuto apparire – a conti esatti – un anno dopo, in data 26 luglio 1996.

aa639e75c

Il refuso, in ogni caso, è passato inosservato per più di un secolo ed è stato notato solo nel 1999 quando un impiegato del giornale, l’assistente Aaron Donovan, si mise a fare un po’ di calcoli. Partendo dalla data precisa di fondazione (18 settembre 1851) e considerando anche alcune variabili, come il numero domenicale (assente fino al 1861 e poi considerato estensione di quello del sabato fino al 1905), la mancata uscita in edicola in occasione di alcune feste nazionali nei primi anni di pubblicazione oppure ancora uno sciopero che nel 1978 impedì al quotidiano di essere pubblicato per 88 giorni consecutivi, Donovan portò a termine il conteggio e individuò il gap di 50.000 copie e la prima pagina in cui avvenne l’errore. Il 1° gennaio 2000 sul New York Times apparve una nota di spiegazione della vicenda e proprio a partire da quel numero il conteggio delle copie venne corretto (quella edizione, che avrebbe essere stata la numero 51.755,  portava infatti il numero corretto, 51.254). Un viaggio nel tempo  notevole, ma per i lettori sostanzialmente indolore.

Il New York Times, il cui motto è “All the News That’s Fit to Print”, è appunto uno dei più datati, oltre che uno dei più grandi, quotidiani del mondo, da anni il più letto negli Stati Uniti, e ha da poco inaugurato un sito internet completamente rinnovato. Come è tradizione consolidata in un certo tipo di giornalismo anglosassone, le “Corrections” costituiscono una parte precisa e doverosa della pubblicazione stessa dei giornali, fenomeno invece quasi inesistente per quanto riguarda le testate italiane, ad esempio. Oltre a correzioni importanti e significative, in ogni caso, spesso il New York Times pubblica smentite e aggiustamenti al limite del bizzarro, come riporta questa carrellata di BuzzFeed. Oltre, ogni tanto, a sbagliarsi di circa cinquecentomila copie, ovviamente.

Posted by Paolo Armelli