Era il 15 novembre 1933 quando Giulio Einaudi, all’epoca solo ventunenne (!), si presentava da un notaio di Torino per dare vita a quella che sarebbe stata ed è una delle case editrici italiane più prestigiose del panorama italiano, divenendo per molti anni anche un punto di riferimento intellettuale per un certo tipo di cultura italiana. La casa editrice Einaudi compie quindi 80 anni e, dopo varie vicende (nel 1994 è acquisita dal gruppo Mondadori), rimane a tutt’oggi uno spazio editoriale da guardare con interesse.

Soprattutto Einaudi rimane una casa editrice fortemente riconoscibile, se non altro dal punto di vista editoriale e grafico. Molte delle sue collane, dai Coralli alla Pleiade, dai Gettoni agli ET, fino agli Struzzi (proprio lo struzzo è il simbolo della casa, col suo motto così strano e interessante, “Spiritus durissima coquit”, lo spirito digerisce anche le cose più difficili), sono rimaste indelebilmente impressi nella cultura letteraria italiana. E se oggi un editore di tale importanza non può che fare i conti con le regole del mercato, mantiene pur sempre viva quella tradizione che ha visto fra i collaboratori personalità come Pavese, Calvino, Vittorini, Praz, Natalia Ginzburg, Segre e molti molti altri.

E anche oggi ha nel suo catalogo ha autori di primissimo piano, come Alice Munro (fresco premio Nobel per la Letteratura), Philip Roth, Jonathan Franzen, Melania Mazzucco, Murakami Hakuri, J. M. Coetzee, Paolo Nori, Emanuele Trevi, Abraham Yeshoua, Julio Cortazar, Francesco Piccolo, Don Winslow, Taye Selasi e molti molti altri. Insomma, è facile che se fate l’elenco dei migliori libri che avete letto nella vita, almeno uno sia un Einaudi. Quelli qui sotto sono i miei dieci libri Einaudi (considero Einaudi i libri che ho letto in quell’edizione o in altre ma che esordirono come tali), forse non sono i migliori o i preferiti, di sicuro me ne sono dimenticato di fondamentali, ma quando ripenso alla mia vita di lettore loro spuntano fuori. E i vostri?

 

149a5d62471478ad9de71dc4afab4a06_big1. Solmi-Fruttero, Le meraviglie del possibile (1959)

Il mio primo approccio con la letteratura fu proprio la fantascienza, e fu questa raccolta a farmi amare il genere e poi la letteratura in generale. Forse “Sentinella” di Fredric Brown è il primo racconto “maturo” che ricordo.

 

 

 

calvino-citta-invisibili2. Italo Calvino, Le città invisibili (1972)

La lettura di (praticamente) tutto Calvino segnò gli anni della prima adolescenza: innamorarsi della sua fantasia, del suo estro, della sua simpatica maestria con le parole voleva dire innamorarsi dei libri, di tutti quanti. Le città invisibili non fu il suo primo libro che lessi (Il barone rampante, forse), ma fu come vedere riassunte tutte le sue qualità.

 

 

8419252309_4a3af8fef6_o3. Primo Levi, Se questo è un uomo (1947)

Non so chi non metterebbe Primo Levi in una personale lista dei libri della vita. Fu un libro che comunque anche odiai, per la sofferenza che porta con sé. Ma il passo su Ulisse diede il la al mio viaggio nella conoscenza.

 

 

 

queneau-001-24. Raymond Queneau, Esercizi di stile (1947)

Ancora la scrittura nelle sue mille potenzialità, ancora la fantasia letteraria che si espleta in una varietà di stili e di trovate senza pari: perché è possibile raccontare una stessa storia novantanove volte.

 

 

 

978880617404MED5. Bret Easton Ellis, American Psycho (1991)

Diventare grandi significava cercare anche tipi di scrittura più matura, nel senso di più vera, fangosa, crudele. Easton Ellis fu quasi la depurazione da un certo “classicismo” adolescenziale, un tipo di letteratura in cui finalmente specchiare le proprie angosce.

 

 

978880617858MED6. Thomas Pynchon, L’incanto del lotto 49 (2005)

Un autora qui in Italia conosciuto pochissimo e uno dei suoi romanzi forse più laterali, ma non meno pregni, della sua carriera letteriara: ci dovetti scrivere la tesi, e mi si aprì un mondo. Che, passata la fase del classicismo e quella della violenza, assumeva le forme della follia. Un po’ pop.

 

 

principianti7. Raymond Carver, Principianti (2010)

Come non essere grati a Einaudi per aver per prima pubblicato i racconti di Carver finalmente restaurati nella loro veste originale, così come li aveva scritti questo genio del racconto (un genere che Einaudi, quasi unico fra i grandi editori, continua a pubblicare).

 

 

978880617398MED8. Agota Kristof, La trilogia della città di K. (1998)

Il dolore provocato non solo dalla trama ma anche dalla perfezione stilistica, così scevra di cose inutili, di questo libro è difficile da descriverlo. Bisogna leggerlo

 

 

 

41+wFcOcgUL9. David Foster Wallace, Infinite Jest (2006)

Non conto più le volte in cui l’ho abbandonato e l’ho ricominciato. Ancora non l’ho finito. Solo per questa sua eccezionale caratteristica merita di essere in questa lista. Ma anche perché è l’opera veramente contemporanea di un autore geniale e troppo vivo per rimanere in vita.

 

 

978880620598MED10. Mariapia Veladiano, La vita accanto (2011)

I libri sono fatti di parole, ma è raro trovare persone che scrivano libri pensando e scegliendo e amando le parole come fa Veladiano. Scoperta quasi per caso, questa autrice è divenuta si può dire un’amica. E una certezza letteraria.

 

 

p.s. Sul suo sito la casa editrice raccoglie gli auguri di “amici” speciali per il suo 8oesimo compleanno. Così come la festeggia Federico Novaro che nel frattempo continua la sua missione di raccogliere tutti i Coralli mai pubblicati.

Posted by Paolo Armelli