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Materiali complessi e dispendiosi, produzione di massa, sfruttamento della manodopera, gran impiego di risorse per manifattura, trasporto e promozione: alcuni aspetti del sistema moda tradizionale lo rendono incompatibile con certe dinamiche dell’ecosistema. Negli anni scorsi la sensibilità nei confronti di certi temi ecologici ha aperto nuove strade e nuove possibilità in direzione di una diversa concezione della moda, che metta assieme etica ed estetica. Di seguito tendenze e progetti fra i più significativi degli ultimi tempi.

1. So Critical So Fashion

Nel periodo in cui Milano è alle prese con il caos delle collezioni primavera-estate dell’anno successivo, ai Frigoriferi Milanesi è ormai tradizione un appuntamento che invece rallenta i ritmi e propone una visione decisamente alternativa del fashion system: è So Critical So Fashion, organizzato a partire dal 2000 dalla sezione Eventi dell’editore Terre di Mezzo (gli stessi di Fa’ la cosa giusta), ospitando stilisti, artigiani e produttori impegnati a rispettare, nel loro lavoro, parametri di responsabilità etica, sociale e ambientale. La quarta edizione della manifestazione si è tenuta durante la scorsa Fashion Week milanese, dal 20 al 22 settembre 2013, e ha ospitato collezioni e progetti votati all’ecosostenibilità; ciò è ottenuto soprattutto grazie all’impiego di materiali di recupero e di tessuti naturali a chilometro zero (lino, soia, bambù, cotone puro, juta ecc.), alla promozione dell’artigianalità locale, all’attenzione per la salute dei lavoratori e dei consumatori, senza tralasciare la ricerca di soluzioni innovative e la cura dei dettagli. Fra le proposte più interessanti dell’ultima edizione troviamo gli ecobijoux Mieko, le borse in sughero e carta riciclata di Silvia Massacesi, le bio t-shirt per vegani di Chiaralascura e gli accessori di Feine Hüte ottenuti da vecchi sacchi per caffè in juta.

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2. The Green Carpet Challenge

Quando nel 2009 il marito Colin Firth ricevette la nomination come migliore attore ai Golden Globes per A Single Man, la produttrice cinematografica e consulente Livia Giuggioli ebbe l’intuizione di lanciare la Green Carpet Challenge, un’iniziativa che vuole sfruttare il glamour e l’attenzione mediatica dei red carpet hollywoodiani (ma non solo) per sensibilizzare sulle tematiche della moda etica. Da allora giuggioli ha sempre sfilato sui tappeti rossi di tutto il mondo indossando capi ottenuti con tecniche e materiali ecocompatibili, coinvolgendo nel suo progetto altre star (da Meryl Streep a Marion Cotillard, da Julianne Moore a Emily Blunt e così via), numerosi importanti brand (fra gli altri Tom Ford, Stella McCartney, Lanvin, Roger Vivier, Valentino, …), ma promuovendo anche designer emergenti. In collaborazione con la sua società di consulenza Eco-Age, sono stati inaugurati di recente numerosi progetti di moda etica: allo scorso festival di Cannes è stata lanciata con Chopard la prima Green Carpet Collection che prevede gioielli realizzati con pietre preziose certificate da Ong sudamericane; con Gucci, invece, sono state create delle borse prodotte con pelle dell’Amazzonia in collaborazione con Rainforest Alliance, che ne garantisce i criteri di riforestazione; con l’importante retailer online Net-à-porter.com, infine, è partita un capsule collection realizzata da cinque designer britannici (Christopher Bailey, Victoria Beckham, Christopher Kane, Erdem, Roland Mouret) secondo principi ecosostenibili e i cui proventi andranno per il 20% a finanziare le azioni di (RED) contro l’Aids in Africa.

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3. Green e-shopping

Il successo di siti come Zalando, Vente Privée o, appunto, in America Net-à-porter, dimostra come il settore del commercio online di abbigliamento sta raggiungendo ad oggi dimensioni sempre più significative. E ovviamente non mancano le realtà che declinano questa tendenza secondo canoni di ecosostenibilità e commercio etico. Fra i siti più apprezzati ci sono Equita, uno shop online molto completo che offre una gran varietà di capi e accessori che sono l'”essenziale per un lifestyle etico”, e FashioningChange, molto più di uno store in cui si propongono alternative eco-friendly alle soluzioni di stile dei grandi brand. In Europa una realtà molto consolidata è la francese Modetic.com, in cui comprare abiti e articoli ecologici provenienti da reti di commercio equo e solidale; in Italia si segnalano BaciDiTrama, che vende capi realizzati con materiali organici, tecniche non inquinanti e nel rispetto di salute ed etica, e GarbageLab, un brand di borse di eco-design realizzate riciclando vecchi banner pubblicitari e bottiglie in plastica.

(Ha collaborato Gioia Vencato)

Posted by Paolo Armelli