Alice-Munro1Alice Munro è una scrittrice canadese di 82 anni a cui e stato assegnato oggi dall’Accademia di Svezia il Premio Nobel per la Letteratura 2013. Già vincitrice del Man Booker International Prize nel 2009 e di tre  Governor General’s Awards (1968, 1978 e 1986), quest’autrice è universalmente apprezzata per i suoi racconti, genere a cui si è dedicata in modo praticamente esclusivo per tutta la sua carriera. Le motivazioni per l’assegnazione del Nobel hanno appunto voluto sottolineare la chiarezza della sua scrittura e la padronanza di un genere come quello delle short stories in cui mescola approfondimento psicologico e realismo. Lei è il primo autore canadese a vincere il Nobel e solo la tredicesima donna ad ottenere un tale riconoscimento.

Le storie di Munro sono quasi tutte ambientate nelle piccole città del suo nativo Ontario, in cui intreccia le vite di donne (ma anche uomini) che si dipanano fra moralismi, ambizioni, dilemmi, contraddizioni: succede poco o nulla nelle sue trame, ma ciò che accade è significativo per il destino dei personaggi a diversi livelli di intensità; molti dei suo scritti, poi, si possono ricondurre a quel sottogenere del Southern Canadian Gothic (a cui si ascrive, ad esempio, anche Margaret Atwood), in cui si consuma lo scontro fra la razionalità, la morale, l’ipocrisia moralista da una parte, e il male, l’instabilità mentale, l’imprevidibilità della vita dall’altra.  Munro scrisse i primi racconti nell’adolescenza e la sua raccolta d’esordio fu pubblicata nel 1968 con il titolo Dance of the Happy Shades (La danza delle ombre felici, 1994). Questo e gli altri suoi libri (fra cui Le lune di Giove, Nemico, amico, amante…, In fuga, Troppa felicità) sono tutti pubblicati in Italia da Einaudi con traduzioni di Marina Premoli e Susanna Basso. Proprio quest’anno, invece, è uscito il Meridiano Mondadori a cura di Marisa Caramella, che raccoglie il meglio della sua produzione narrativa, compresi i racconti della raccolta ancora inedita in Italia Dear Life (2012).

Alice Munro è stata definita in svariati modi, dalla Cechov canadese alla “possibile moglie” di Roth. Fra i suoi più grandi ammiratori lo scrittore americano Jonathan Franzen, che ha scritto: “Ciò che rende cosí evidente e straordinaria la crescita artistica di Munro è proprio la familiarità del suo materiale. Guardate cosa riesce a fare con la sua piccola storia: piú ci ritorna sopra, e piú cose scopre. Munro non è una giocatrice di golf sul campo pratica. È una ginnasta con un semplice body nero, sola sul pavimento nudo, che surclassa tutti i romanzieri con il loro armamentario di costumi sgargianti, fruste, elefanti e tigri. (…) I suoi racconti sono diventati sempre piú simili a tragedie classiche in prosa.”

Gli accademici svedesi hanno confidato di aver tentato di comunicare l’assegnazione del premio telefonando a Munro ma, non avendo ricevuto risposta (in Svezia erano le 13, in Canada le 4 del mattino), hanno lasciato un messaggio in segreteria. La scrittrice,  che ha ammesso di aver saputo solo ieri di essere fra i favoriti al Nobel, ha detto di essere stata svegliata dalla figlia che le ha dato la notizia. “I’m dazed“, ha dichiarato (qui l’intervista alla radio canadese CBC pochi minuti dopo la notizia).

Posted by Paolo Armelli