Un nuovo post su Wir(ed)editorial, il blog che tengo sul sito di Wired.

imageSono usciti ieri i nuovi dati dell’Osservatorio Brands & Social Media di OssCom dell’Università Cattolica e Digital PR riguardanti l’utilizzo che 20 case editrici italiane fanno del web, dati che vanno a confermare e aggiornare ciò che si era già detto all’apertura di questo blog.

Gli editori che dimostrano una copertura più estensiva e assidua della rete sono Feltrinelli eMondadori che si collocano a pari merito nella classifica stilata dall’Osservatorio: colpisce in particolare il fatto che la prima, pur avendo un numero inferiore di follower sui social rispetto all’altra (40.397 contro 174.906 su Facebook e 93.634 contro 210.350 su Twitter), riesce comunque a generare livelli di engagement altrettanto elevati, recuperando soprattutto su YouTube.

Fra le altre case editrici in grande crescita su Internet sono state rilevate Newton Compton, Sperling & Kupfer, Chiarelettere e Rizzoli, mentre continua ad emergere anche Einaudi, con la particolarità di concentrarsi quasi esclusivamente su Twitter. Proprio Twitter si conferma il mezzo specifico per un uso conversazionale per stimolare attivamente i fan, dialogarci e ampliare l’eco di alcune notizie o iniziative (è rilevante, come già notato qui nel caso degli hashtag letterari, anche il dialogo “interno” fra diverse case editrici che fanno conversazione e si richiamano fra loro). Mentre alcune aziende editoriali, poi, utilizzano tutti i social network in modo globale – appunto il caso di Feltrinelli e Mondadori, altre preferiscono concentrare la loro azione su mezzi più specifici (appunto è il caso di Einaudi, ma anche Rizzoli, con Twitter); altri social, come Google+, stentano invece a decollare in questo ambito, così come un medium come il blog rappresenta una via meno percorsa dagli editori (solo 7 sui 20 analizzati ne hanno uno specifico), mentre al contrario Facebook e YouTube rimangono i due punti di riferimento più importanti.

I dettagli completi sulla ricerca e tutte le infografiche del caso si possono consultare sui siti www.digital-pr.it e http://centridiricerca.unicatt.it/osscom.

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Posted by Paolo Armelli