1005408_10201189467609565_4467901_nÈ stata una corsa contro il tempo ma alla fine la proposta di legge sull’omofobia è stata approvata in Commissione Giustizia e sarà discussa alla Camera il 26 luglio. Si tratta di una legge che vuole finalmente riconoscere la gravità di reati legati all’odio nei confronti di omosessuali e transessuali. Si tratterà di un’estensione della già vigente Legge Mancino, che andrà quindi a coprire la “discriminazione etnica, razziale, religiosa o fondata sull’omofobia o transfobia”.

Ivan Scalfarotto, uno dei più attivi promotori della proposta di legge, spiega di cosa si tratta in particolare: “Diventeranno reati l’istigazione a commettere o la commissione di atti di discriminazione fondati sull’omofobia o transfobia, e così l’istigazione a commettere o la commissione di atti di violenza fondati sull’omofobia o transfobia. Sarà vietata ogni organizzazione avente tra i propri scopi l’istigazione alla discriminazione o alla violenza fondate sull’omofobia o transfobia. A tutto questo si applicherà la pena accessoria di prestare un’attività non retribuita a favore della collettività. Non si potranno più, in pubbliche riunioni, compiere manifestazioni esteriori o ostentare emblemi o simboli propri di organizzazioni aventi tra i propri scopi l’istigazione alla discriminazione o la violenza fondate sull’omofobia o la transfobia.”

Certo, è una legge che – come ammette lo stesso Scalfarotto – ha delle mancanze, addirittura delle magagne, che certamente andranno messe a punto; è però anche il primo passo per legiferare su un argomento che finora in Italia si è sempre trovato a un binario morto, come se l’odio nei confronti della comunità LGBT italiana non fosse odioso, evidente e perpetrato con regolarità e nella quasi indifferenza di popolazione e opinione pubblica. Ovviamente da più parti si sono levate aspre critiche al provvedimento, la più diffusa della quale era che la legge proposta limitasse la libertà di opinione ed espressione di chi, ad esempio, sia contrario al matrimonio omosessuale: in altre parole in molti si difendevano volendo ribadire la loro libertà nel poter dire che le pratiche omosessuali sono inaccettabili. Non c’è nemmeno bisogno di argomentare in modo approfondito per capire che questo è un falso problema usato come pretesto per sviare la discussione dalla sua matrice più profonda, ovvero equiparare il razzismo nei confronti degli omosessuali a qualsiasi altra forma di discriminazione legata a un particolare motivo etico, religioso o razziale.

blog-23-luglio-ok_784x0Fra le levate di scudi, però, una che colpisce particolarmente è stata quella citata dalla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, la quale sul suo blog ha riportato le parole del senatore del Pdl Lucio Malan che scomodaaddirittura l’Editto di Costantino, paventando nuove persecuzioni contro i cristiani rei di non condividere lo “stato etico” imposto dalla “political correcteness” favorevole agli omosessuali. Facendo riferimento a una galleria di immagini che mi è stata segnalata, la cui prima sezione riguardava un gruppo di attivisti cristiani che hanno partecipato a un Gay Pride chiedendo scusa per l’odio stimolato dalla Chiesa nei confronti degli omosessuali, ho risposto così a quanto riportato nel  post di Sozzani: “Su una legge si può discutere, sulla libertà di espressione pure, perfino sugli orientamenti sessuali delle persone si può discutere. Ciò che non va toccato è il rispetto per la dignità delle persone. Non si può essere perseguitati, malmenati o discriminati solo perché si ama diversamente dalla moltitudine. Non è giusto che non ci sia una legge che tuteli questa diversità così tante volte calpestata. Non è tollerabile che si venga offesi e ingiuriati e violentati solo per via della propria identità sessuale: questo succede tuttora, per questa cosa non c’è ancora un’aggravante riconosciuta, come se tutto dovesse essere messo a tacere, come se certe violenze fossero in fondo giustificabili. Lottare per una legge del genere non è una lesiona alla libertà di espressione altrui, non è un offesa all’identità di chi crede. Ribadisco, è solo una valutazione su quanto sia importante che ognuno possa vivere la propria vita in amore e serenità, senza far del male o censurare nessun altro. Per queste ragioni trovo estremamente in proprio il riferimento all’Editto di Costantino (che, per la cronaca, metteva fine alle persecuzioni verso i cristiani inaugurando quelle contro chi cristiano non era): non si tratta di limitare i cristiani, si tratta di chiedere ai cristiani di applicare fino in fondo la loro vocazione all’amore universale. Perché essere cristiano non significa fare differenze, seminare odio, discrimare le persone; quelli sono gli estremisti, che sono uguali e ignobili in qualsiasi credo, in qualsiasi culto. Basta osservare il punto 1 del link che allego: ci sono cristiani che chiedono perdono per come la Chiesa (o molte parti di essa) perseguita a tutt’oggi i gay. Ne segue un abbraccio: un abbraccio che vuol dire amore, riconciliazione, vicinanza. Un abbraccio che vuol dire umanità.”

(Questo è il post n. 151 di Liberlist, un traguardo bello e significativo in un momento di grandi impegni e cambiamenti; per scelta questo blog di “politica” si occupa poco, questa è un eccezione dovuta da cambiamenti ancora più grandi ed epocali, sperando che anche la società italiana raggiunga i traguardi che si merita. Da domani si torna, qui, alle solite frivolezze.)

Posted by Paolo Armelli