969732_10201356917155699_679839539_nIeri sono stati presentati, in mattinata alla stampa e in serata agli inserzionisti i nuovi palinsesti de La7. Era la prima volta che Urbano Cairo presenziava all’evento non solo come capo della concessionaria per la raccolta pubblicitaria ma anche come editore della rete, dopo l’acquisto nel maggio scorso da Telecom Italia Media, e la differenza s’è vista: Cairo, colla sua bonarietà imprenditoriale e piemontese, scherzava sulla spending review da apportare ai debiti dell’emittente (in primis la dismissione della sede seminutilizzata di via Emo a Roma e la riduzione dei costi per i taxi – 500mila euro l’anno scorso, ma anche con qualche velato riferimento al grande numero di telecamere utilizzato per alcuni programmi). In generale comunque la presentazione de La7 si è svolta nel segno della fiducia e nella consapevolezza della crescita costante del canale: nella scorsa stagione è stata infatti l’unica generalista a crescere nell’arco di tutta la giornata (più del 20%) e anche in prime time – il record assoluto è stata la puntata di Santoro con Berlusconi al 14%, aumentando copertura e minuti medi di permanenza; a ciò si aggiunge che La7 parla a un pubblico trasversale ma particolare, soprattutto quello degli adulti AA (cioè di alto livello sociale e di istruzione, reddito alto, quindi altoconsumante) che i dirigenti della tv di Cairo proporrebbero come vero modello di target commerciale (in opposizione a quello di Mediaset che privilegia la fascia 25-64 sulla totalità della platea).

Dal punto di vista della programmazione La7 conferma la sua attitudine a raccontare la realtà, confermando il suo parterre di programmi di approfondimento ed eliminando quegli spazi più leggeri (e femminili) che non superavano nemmeno la media di rete (leggi: Benedetta Parodi passata a Real Time e, ahinoi, Geppi Cucciari). I capisaldi della rete sono stati confermati praticamente quasi tutti: durante la giornata torneranno Omnibus, Coffee Break con Tiziana Panella (che Cairo vorrebbe anche al pomeriggio, con qualche perplessità della conduttrice), L’aria che tira con Myrta Merlino in versione allungata di un’ora e poi in preserale Otto e mezzo di Lilli Gruber che aggiungerà una puntata più lunga il sabato sera; in prime time confermatissimi i campioni di ascolto: Corrado Formigli e la sua Piazzapulita il lunedì, Servizio Pubblico di Santoro al giovedì, Crozza (sotto contratto fino a fine 2013, poi si vedrà) nella sera di venerdì. Torneranno anche le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, ma dal gennaio 2014, e anche gli speciali di Enrico Mentana, saldo al timone del suo TgLa7 che ha fatto una stagione da record.

A fronte degli abbandoni illustri, ovvero Gianluigi Nuzzi e Luca Telese migrati a Mediaset, e Gad Lerner considerato non strategico e non più in linea col piano editoriale della rete (“Ma mi farebbe piacere riaverlo fra noi”, dice Mentana; “Ne parleremo se ci sarà un progetto, ho stima di lui” risponde Cairo), fanno la loro entrata nella squadra due figure emergenti del giornalismo televisivo: da una parte Salvo Sottile, in rotta con Mediaset e subito contattato da Cairo, che proporrà nella prima serata di martedì uno spazio di cronaca simile al suo Quarto Grado, sperando di bissarne il successo; e dall’altra Gianluigi Paragone, anche lui allontanatosi da Rai2, il quale nel prime time del mercoledì proporrà un talk di approfondimento con tanto di “orecchino e chitarra”. Viene da chiedersi quando Mentana potrà proporre le sue serata evento dato che quasi tutte le serate sono occupate da produzioni informative in diretta. Resta fuori solo la domenica, in cui La7 proporrà fiction: da film di spessore come Drive, The Social Network, I ragazzi stanno bene, alla nona stagione in prima tv non-pay di Grey’s Anatomy fino alle produzioni Sky Faccia d’angelo e la versione italiana di inTreatment con Sergio Castellitto.

Si è parlato poco di La7d, la “sorellina minore” come l’hanno definita, che è cresciuta anch’essa fidelizzando il pubblico femminile a cui è rivolta, e in cui da quanto si è capito torneranno produzioni originali come Cuochi e Fiamme e La Mala Educaxxxiòn.

La7 punta dunque a ritargliarsi sempre di più una fetta di mercato televisivo consolidando la sua identità di rete su cui trovare ogni giorno ed a ogni ora programmi di informazione di qualità, spesso originale e senza ideologie. L’obiettivo è anche quello di crescere appunto su target elevati e di grande appetibilità per gli investitori pubblicitari che, in tempi di crisi come questi, sono alla ricerca di un pubblico che abbia disponibilità a spendere. Il rischio di una overdose di informazione è al di là da venire, soprattutto se l’emittente sarà versatile nel seguire l’andamento dell’attualità e ancor più gli umori del pubblico.

Posted by Paolo Armelli