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Dura la vita per i red carpet journalist di tutto il mondo, ma soprattutto per i trashcronachisti, i quali si pensavano all’inizio di essere in azione solo durante l’Awards Season a inizio anno, e invece no: il mondo delle celebrity osa fare scempi tutto l’anno e non c’è un momento da perdere, in nessun luogo del mondo, per stupirsi di cosa possa sfornare la moda del jet set. Un’attività rutilante e inarrestabile quasi quanto il live tweeting di Flavia Vento. Il trashcarpet di quest’oggi è dedicato infatti ai Billboard Music Awards 2013, i premi musicali distribuiti dal magazine più influente in America per quanto riguarda il mondo discografico. Questi riconoscimenti, dopo che aveva perso parecchio smalto essendo perfino sospesi dal 2006 al 2011, son tornati in grande spolvero negli scorsi anni cercando di rivaleggiare per ambizioni e influenza coi Grammys, con cui condividono anche una certa spregiudicatezza da parte delle star nell’abbigliamento sul tappeto rosso.slide_298350_2473825_free

Iniziamo con la sempre sorprendente Nicki Minaj, dalla quale onestamente avremmo potuto aspettarci molto di peggio, altre volte in effetti sembrava che a vestirla fossero stati degli alieni psichedelici travestiti da stylist; invece questa volta la nostra ha optato per un lungo e ampio vestito rosso, oseremmo definire sobrio, il problema però è che ha passato talmente tanto tempo a strizzarvici dentro le sue poppe che nel frattempo le è venuta la riscrescita e non ha fatto in tempo a correggerla.

Se quindi il nostro Trash-o-Meter è stato in qualche modo deluso dalla Minaj – che avrà modo di riscattarsi, la cosa è certa tanto quanto il fatto che nella puntata de La Vita in Diretta di domani la Venier farà un doppio senso sui piselli, quella che invece non smette mai di stupirci è Miley Cyrus: slide_298350_2472408_freein piena crisi postadolescenziale,  lottando strenuamente per lasciarsi alle spalle l’immagine di amabile star della Disney (nonostante qui ci stesse sulle palle anche allora), Miley cerca di trasmettere la sua insania mentale anche attraverso il look, con una capigliatura che Rihanna in Disturbia pareva Suor Maria in Tutti Insieme Appassionatamente e un abito di Balmain che appunto cerca di far impazzire chi lo guarda con questo insensato optical a losanghe bianconere. Insomma, una che dire sia disperatamente alla ricerca di attenzioni è poco (vedi alla voce “Valeria Marini” sull’Enciclopedia dei Vip).

Direttamente dal cassetto di quelle che pensavamo ormai si svegliassero la mattina alle 4 per andare a scaricare le cassette di carciofi romaneschi al Mercato Ortofrutticolo, ecco a voi Jenny McCartney che in effetti lei negli anni Novanta c’è rimasta anche a livello di look, sfoggiando questo top nero su una gonna lunga blu notte che s’era scordata nel fondo dell’armadio (il lavoroslide_298350_2472447_free delle tarme mi pare evidente). E fra le stelle anni Novanta-Dieci proprio lì lì sull’orlo del dimenticatoio presenti ieri sera, sul red carpet ha sfilato anche Alyssa Milano (vedi sotto), la protagonista di Streghe col potere magico più inutile del mondo (vedeva nel futuro, spesso anche dimostrandosi piuttosto miope): ieri sera l’avevano avvertita troppo tardi che s’era liberato un posto e quindi poteva imbucarsi anche lei alla festa, tanto che non ha fatto nemmeno in tempo a togliersi la divisa con cui di solito fa la lezione di Judo (che poi fare Judo in Emilio Pucci non sia da tutti, ve lo concedo).

slide_298350_2472406_freeA dimostrazione che al trash non c’è limite, Ke$ha ha deciso anche stavolta di dimostrarci che lei e il buon gusto sono cose che abitano dimensioni parallele, tipo Brunetta e la simpatia. Quindi ha scelto di mettersi questa roba che definire abito è alquanto eccessivo – la mia donna delle pulizia usa stracci per pulire i vetri che hanno superfici di tessuto più ampie. Lo spacco di questo mini-Givenchy non lasciava certo spazio all’immaginazione, e comunque la sua utilità sociale ce l’ha anche avuta: infatti la cantante voleva sensibilizzare le giovani donne  ai rischi delle malattie veneree mostrando a tutte gli effetti che su di lei sta avendo la candida.

Per fortuna che a innalzare il livello dello stile e dell’eleganza di solito ci pensavo i francesi: dico di solito perché se anche voi vi state domandando come mai David Guetta prima di andare a Las Vegas sia passato in viale Zara a rimorchiare un viados di quelli potenti, devo purtroppo farvi ricredere: quella è sua slide_298350_2472417_freemoglie Cathy.

Stiamo, come potete intuire, giungendo al culmine della serata. Il Trash-o-Meter sta avendo balzi di tensione che neanche il condominio ambulante di Moira Orfei quando si passa di phon. E ho avuto problemi a farlo ripartire quando si è imbattuto in Z-La la con questo completo super avveniristico slide_298350_2472402_freeche i super cattivi di Men in Black in confronto sembrano usciti fuori dal Medioevo. E se state anche solo lontanamente pensando di guglare per scoprire chi diavolo sia questa Z-La la lasciate perdere, il suo patetico tentativo di farsi conoscere imitando gli outfit di Lady Gaga quattro anni fa è fallito in partenza; preoccupatevi invece per i sette assistenti rimasti ciechi, infilzati dal vestito nel tentativo di sistemarglielo addosso.

Infine, ogni trashcronaca di evento pubblico americano che si rispetti non può che concludersi senza occuparsi di lei, Lei con la lettera maiuscola, Lei che tutte quante se le magna a colazione assieme ai Cheerios in fatto di eleganza e sobrietà, almeno quelle tre volte ogni dieci anni che decide di farsi lo smazzo e andare agli award (ma ieri le hanno dato tre premi, quale migliore occasione di dimostrare a tutti – leggi: a Gaga – che la Regina è ancora lei?): sì, sto parlando di Madonna, che ieri sera ha sfoggiato un altro Givenchy Haute Couture; le battone di tutto il mondo hanno già dato mandato ai propri legali contro Riccardo Tisci, perché sentono lesa la loro rispettabile immagine. A questo punto devo sostituire le pile al mio Trash-o-Meter, che il prossimo red carpet è alle porte e inaspettatamente Madonna potrebbe vestirsi da Ruby Rubacuori, dato l’andazzo.

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Posted by Paolo Armelli