La settimana scorsa ho avuto la febbre e quindi ho avuto molto tempo per cazzeggiare, o meglio: più tempo del solito per cazzeggiare. Ciò significa che ho avuto anche molto tempo per spulciare e recuperare qua e là delle cose che colpevolmente lasciato da parte non si sa perché. Fra queste cose c’è stato il blog di ZeroCalcare, di cui sono diventato praticamente dipendende. Calcare è un quasi-trentenne romano (anche se secondo lui il concetto di “trentenne” non è più socialmente valido) che si dedica da anni alle arti grafiche. Più precisamente, dopo un po’ di anni passati a disegnare locandine per concerti punk dei centri sociali, ha inaugurato un blog in cui pubblica periodicamente – o almeno ci tenta – microstorie di avventure quotidiane, riflessioni sui fenomeni della vita e soprattutto sull’odissea dell’essere giovani e pensanti al giorno d’oggi. Il risultato è un ritratto ironico, sferzante e acutissimo sui nostri tempi (e su quelli nostalgicamente passati, soprattutto gli anni ’80 e ’90), una narrazione assolutamente originale e dalle potenzialità inedite.

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Non si possono ridurre le opere di ZeroCalcare a un semplice fumetto, sono degli strumenti di racconto in cui le citazioni, i rimandi, i sottotesti e i non-detti si inseguono e si intrecciano. In un momento in cui la forma letteraria del romanzo soffre una pesantezza e una perdita di strutturazione e sempre in un contesto in cui l’editoria cerca nuove strade per evitare di estinguersi, queste graphic stories hanno potenzialità inaudite. In America ci sono arrivati da tempo, con gli esempi di Art Spiegelman (Maus) e Alan Moore (V per Vendetta, Watchmen), ma lì la cosa era leggermente diversa: l’impianto visivo riusciva a dare concretezza a temi a volta difficilmente esprimibili nella loro potenza solo a parole; la via esplorata da ZeroCalcare ed altri, invece, è quella di dissacrare ironicamente e iconicamente una società come la nostra, che in fondo sull’immagine è tutta costruita. Non c’è luogo comune, buonismo o pregiudizio che ZeroCalcare non corroda con la sua espressività romanesca: è un tripudio di dissacrazione e di stramberia che difficilmente non strappano risate irrefrenabili (o forse nel mio caso era la febbre, ma ne dubito). Il suo autobiografismo, che punta in qualche modo a essere specchio delle vite precarie che molti giovani attraversano in questi anni, è animato da una serie di alter ego, primo fra tutti l’Armadillo cinico e pigro che “vive” con lui. Un’esperienza di ironia assolutamente fuori dagli schemi e da moralismi di facciata mi era capitata solo con il mio amato Mr Wiggles.

Dopo aver partecipato ad alcuni progetti, per sua stessa ammissione tutti chiusi, ora ZeroCalcare collabora con Internazionale e ha elaborato due “libri”: La profezia dell’Armadillo e Un polpo alla gola.

Delle stessa pasta è fatto Makkox, che a dir la verità è stato il suo scopritore e mentore: nel mondo reale si chiama Marco Dambrosio e dal 2007 racconta ha riempito il web con le sue vignette satiriche, inizialmente aprendo il blog canemucca.com e poi anche su Macchianera . Da un po’ di anni Makkox racconta l’attualità in modo irriverente su ilPost (contribuendo, inoltre, a cambiare un certo modo di fruire i contenuti grafici su internet, non più orizzontalmente come nei classici fumetti ma verticalmente, seguendo l’andamento tradizione delle pagine internet che si scrollano dall’alto verso il basso), e ha raccolto i suoi disegni in due volumi, Post Coitum e The Full Monti.

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Non è forse esagerato dire che, ultimamente, i contributi più originali dal web non vengono più dalle forme più tradizionali di blog (anche se ci sono delle eccezioni), ma da nuove forme di sperimentazione che fondono intrinsecamente immagine e parole. Perché appunto questi non sono semplici fumetti o vignetti, sono proprio dei racconti che plasmano assieme una vivace attenzione alla realtà, un profondo sguardo critico, un grande retroterra culturare e un’altrettando intensa capacità di sublimazione iconica. Tutto questo senza la minima pesantezza, anzi con grande ironia e divertimeno. Peccato che io non abbia mai saputo tirare nemmeno una linea dritta.

 

Aggiornamento (25.03.2012): ZeroCalcare ha messo assieme le storie che pubblicava sul suo blog ogni (beh, quasi ogni) lunedì (poi diventati un lunedì su due) in un nuovo albo che si chiamerà – appunto – Ogni maledetto lunedì su due. Conterrà anche delle tavole inedite e a colori; sarà in edicola per Bao dal 3 maggio, ma lo si può già preordinare online.

 

Posted by Paolo Armelli